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Attualità

Cybersicurezza. Il seminario di Trentino digitale con Consorzio dei Comuni e Provincia per Sindaci e amministratori

La tutela dei dati e l’erogazione continuativa dei servizi digitali sono centrali nella società digitale a cui il sistema trentino sta lavorando da tempo. Garantire la sicurezza a dati e servizi, così come la loro erogazione, sono la priorità per tutti coloro i quali, a vario titolo, sono chiamati ad assicurarne l’accesso a cittadini ed imprese.

La tutela dei dati e l’erogazione continuativa dei servizi digitali sono centrali nella società digitale a cui il sistema trentino sta lavorando da tempo. Garantire la sicurezza a dati e servizi, così come la loro erogazione, sono la priorità per tutti coloro i quali, a vario titolo, sono chiamati ad assicurarne l’accesso a cittadini ed imprese.

E’ questo, in sintesi, il messaggio che arriva dal seminario sulla sicurezza informatica nella pubblica amministrazione, che apre ad un nuovo approccio: la cybersecurity non è un costo o un mero adempimento, bensì un’opportunità di crescita e trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

E a facilitare il cambio di passo concorreranno anche i fondi del Pnrr, che garantiranno ai Comuni le risorse necessarie per l’adozione di nuovi strumenti a tutela dei dati e dei servizi, in sinergia con Trentino Digitale.

L’appuntamento è stato organizzato, via webinar negli scorsi giorni, da Provincia autonoma di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini e da Trentino digitale, ed ha visto la partecipazione di un centinaio tra sindaci e personale tecnico delle amministrazioni locali.

In apertura, l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli, ha sottolineato come la pubblica amministrazione trentina disponga dei dati più importanti riguardanti i cittadini e le imprese: poter disporre in maniera sicura e precisa di questi dati – è questo il significato del suo intervento – concorre alla qualità complessiva dei servizi digitali, già oggi largamente utilizzati dagli utenti, ed offerti, in prospettiva, da tutti gli enti pubblici locali come un unico soggetto.

Un concetto ripreso anche da Walter Merler, responsabile area innovazione del Consorzio dei Comuni Trentini: “Le amministrazioni comunali investiranno risorse finanziarie e umane importanti nei servizi di nuova generazione. Per questo motivo riteniamo fondamentale poter contare su un sistema provinciale evoluto tecnologicamente e distribuito sul territorio”.

Il presidente di Trentino Digitale, Carlo Delladio, ha insistito sul concetto di ‘cultura della sicurezza’: “I servizi di nuova generazione riguardano sì aspetti tecnologici, ma si affermano se tutti coloro che li utilizzano o li erogano hanno la consapevolezza di utilizzare i migliori strumenti, con le migliori pratiche e la necessaria conoscenza. Non a caso tra i compiti della nostra società di sistema pubblico, rientra anche la diffusione di cultura della sicurezza. L’errore del singolo può ripercuotersi sull’intera filiera digitale”.

Il seminario dedicato a sindaci ed amministratori è partito dallo stato dell’arte in Trentino per quanto riguarda l’innovazione di servizi e soluzioni a favore di cittadini ed imprese. La pubblica amministrazione trentina ha già intrapreso da tempo, e con successo, il percorso di progressiva transizione al digitale, con la realizzazione di infrastrutture, che vedono in atto un percorso di evoluzione e aggiornamento, e servizi di nuova generazione. 

Del tema della sicurezza informatica si è occupato il direttore generale di Trentino Digitale, Kussai Shahin: “L’intera digitalizzazione si basa sulla sicurezza, prerequisito per operare nel contesto digitale. Comuni e Trentino Digitale avranno la possibilità di sviluppare un percorso comune per garantire gli strumenti adeguati alle amministrazioni e ai cittadini”

“Ogni persona, dipendente e cittadino, – ha spiegato il direttore Shahin agli amministratori locali – deve accrescere la propria sensibilità e la propria cultura sul tema della sicurezza informatica. La consapevolezza sull’importanza di questi aspetti è necessaria a rispondere con la giusta abilità operativa e cautela gestionale nelle attività quotidiane di accesso alla rete e ai sistemi degli Enti comunali, di navigazione in internet, di gestione della posta elettronica, di autenticazione, di gestione e condivisione di dati e documenti, di corretto utilizzo di software e servizi online, di consapevolezza dell’importanza dei sistemi di protezione come antivirus e altri”.

Secondo i dati forniti dal direttore Shahin, prima ancora che il settore privato è oggi la pubblica amministrazione, sempre più dipendente dalle tecnologie e dalla trasformazione digitale, il bersaglio della criminalità informatica, che opera con un livello sempre maggiore di qualità e sofisticazione degli attacchi. I Comuni non hanno risorse e personale adeguato per far fronte alle nuove minacce e Trentino Digitale può essere il riferimento per mettere in sicurezza il territorio.

Sicurezza informatica, una questione culturale

La sicurezza informatica – ha ribadito Shahin – è prima di tutto una questione di cultura, e poi va gestita con un’approfondita valutazione e gestione del rischio, la definizione di processi e regole, per arrivare all’individuazione di servizi specializzati, che abbisognano di competenze e strumenti sempre più sofisticati. Tutto questo coinvolge la responsabilità di ciascuno di noi, che siamo parte integrante dell’organizzazione del Sistema Trentino”.

Le misure di prevenzione messe in atto da Trentino Digitale riguardano la sicurezza di rete e perimetrale, di server e dispositivi, oltre alla sicurezza delle applicazione e dei dati, per comprendere anche il controllo delle identità e la gestione degli accessi, aspetti che investono anche i comportamenti degli utenti. “L’obiettivo – aggiunge a questo proposito Il direttore generale di Trentino Digitale – è la riservatezza, l’integrità e la disponibilità di dati e delle informazioni, e non solo quelli sensibili per gli utenti. Tutto questo costa fatica e investimenti, ma a fare la differenza è la passione e l’impegno dei nostri tecnici e in particolare il nostro Security operations center (Soc).”.

Se le cronache degli ultimi anni dimostrano come nessuno sia immune da attacchi e furti di dati e informazioni, altrettanto evidente appare la necessità che il Trentino sia inserito all’interno di un network nazionale: “Da tempo collaboriamo con enti locali (Fbk, Università di Trento e Cerchio Ict in-house) e le realtà istituzionali, la polizia postale e la nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), per la protezione delle nostre infrastrutture e servizi e lo sviluppo di buone pratiche”.

Il sistema trentino e la sicurezza

Il Trentino può contare ad oggi su un ecosistema digitale che vede la società di sistema Trentino Digitale nel duplice ruolo di gestore delle reti e di erogatore dei servizi. “La sicurezza dei dati e delle reti – ha affermato il presidente Delladio – rappresenta uno degli asset più importanti per Trentino Digitale, che da sempre è impegnata a monitorare e a rafforzare il proprio sistema di difese da attacchi o intrusioni esterne. Si tratta di un’attività che portiamo avanti in maniera continuativa perché rischi ed insidie non concedono tregue.  La sicurezza informatica – ha continuato il presidente di Trentino Digitale – è altresì un concetto globale, perché coinvolge l’intera filiera digitale, formata dalla nostra società e da tutti gli enti che, attraverso i propri sportelli e servizi online, garantiscono l’accesso ai cittadini. Tutti facciamo parte dello stesso ecosistema che deve condividere valori e informazioni di quella che possiamo definire la cultura della sicurezza”.

Dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli è arrivato un esempio concreto circa l’importanza dei servizi digitali e dell’utilità che essi hanno per il cittadino, il quale dà per acquisiti aspetti rilevanti quali sicurezza e gestione dei dati. Prima della pandemia pochi conoscevano l’esistenza e utilizzavano il QR Code. Ebbene, è bastato che a questo francobollo digitale venisse associato il green pass affinché un’intera nazione dipendesse da una tecnologia per svolgere le normali attività quotidiane: ma dietro a quel francobollo esiste un mondo complesso che ci aggiorna in tempo reale sul nostro stato di salute, le nostre cartelle sanitarie, comprese le vaccinazioni, e l’evolversi del contagio. Sono bastati pochi giorni affinché il QRCode diventasse patrimonio di milioni di persone e il passaporto verso una “nuova normalità”.

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Secolo Trentino