Politica

Morto Ciriaco De Mita. L’ex Presidente del Consiglio aveva 94 anni

Secondo quanto riporta l’Ansa, questa mattina alle 7 si è spento Ciriaco De Mita, storico volto della Prima repubblica e già Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1988 al 1989. Aveva compiuto 94 anni qualche mese fa.

De Mita iniziò la sua carriera politica a metà degli anni cinquanta, quando fu tra i fondatori della corrente “Sinistra di Base” della Democrazia Cristiana. Venne eletto deputato nel 1963 nel Collegio Benevento-Avellino-Salerno poiché il suo principale bacino di voti si trovava in Irpinia dove era nato e cresciuto.

La sua influenza cresce negli anni ’80: dapprima lancia Romano Prodi che viene nominato Presidente dell’IRI dal 1982 al 1989, poi diede vigore alla carriera politica di Sergio Mattarella, che venne nominato da De Mita – divenuto Segretario della DC nell’82 – come commissario straordinario del partito in Sicilia, con lo scopo specifico di ripulire le liste democristiane dai nomi vicini a Vito Ciancimino.

Nel 1988 succede a Giovanni Goria alla guida dell’esecutivo, portando al potere il cosiddetto “clan degli avellinesi”: si circonda infatti di uomini di sua spiccata fiducia provenienti tutti dall’Irpinia, come Antonio Maccanico, Biagio Agnes, Nicola Mancino e Gerardo Bianco, nomi che resteranno poi a lungo sulla scena politica nell’alveo del centro-sinistra.

Nominato Presidente della DC nel 1989, l’ascesa di De Mita viene funestata dall’inizio di Tangentopoli e dalle responsabilità giuridiche e politiche che ne conseguono. De Mita in prima persona esce totalmente illeso dal processo, ma la condanna ad Arnaldo Forlani e a Severino Citaristi per la maxitangente Enimont compromette definitivamente l’attività politica della Democrazia Cristiana.

La sua carriera seguirà poi il flusso dei democristiani di sinistra: dapprima nel PPI, poi nella Margherita, brevemente nel PD per poi confluire nell’UdC e dal 2017 ha aderito al progetto L’Italia è Popolare, formato insieme al nipote Giuseppe De Mita.

Ancora appassionato e coinvolto dal mondo della politica, nel 2014 – a 86 anni – si è candidato vincendo le elezioni comunali di Nusco, sua città natale, ricoprendo l’incarico fino alla sua morte venendo tra l’altro rieletto nel 2019 col 60% dei consensi.

L’influenza di De Mita nell’area irpina resta comunque proverbiale: nel 1994 il PPI raccoglie in media l’11,1% mentre nella circoscrizione Campania 2 arriva al 13,0%; nel 1996 i Popolari per Prodi in Campania 2 arrivano al 9,9% nonostante una media nazionale del 6,8%; nel 2001 La Margherita supera il 14,8% dei consensi nell’area dove può intervenire De Mita contro un 14,5% nazionale; nel 2008 l’UdC tocca un punteggio nazionale del 5,6% tranne in Campania 2 dove è arrivata al 7,6%; nel 2013 fa ancora meglio portando l’Unione di Centro al 4,7% in circoscrizione contro la media nazionale dell’1,8%; ultimo “capolavoro” nel 2018, quando trascina la lista Civica Popolare – all’interno della quale era candidato il nipote – all’1,5% circoscrizionale contro una media nazionale dello 0,5%.

Si spegne così il penultimo Presidente del Consiglio della prima repubblica ancora in vita, lasciando ad Arnaldo Forlani questo “pimato”. Un altro segno tangibile dell’inesorabile scorrere del tempo.

Secolo Trentino