Ddl concorrenza – Ambrosi (Fratelli d’Italia): “Da Roma sull’idroelettrico una vittoria di Pirro”

Dopo l’approvazione in Senato del “ddl concorrenza” è gara ad accaparrarsi i meriti per i presunti risultati ottenuti nell’ambito delle concessioni idroelettricheÈ apprezzabile che anche altre forze politiche, sulla scia delle battaglie che noi di Fratelli d’Italia abbiamo portato avanti costantemente in Consiglio provinciale, abbiano compreso l’importanza ed il valore strategico delle concessioni idroelettriche per un territorio come il Trentino che fa dell’acqua una delle risorse più importanti per il proprio sviluppo socioeconomico. Acqua che, attraverso la produzione di energia idroelettrica, genera entrate per le casse della Provincia e per gli enti locali, e dunque posti di lavoro e servizi per i cittadini. Acqua la cui gestione, in un contesto di crisi energetica come quello attuale, deve rappresentare un punto di forza su cui investire, programmare ed incardinare le prospettive di sviluppo dell’economia provinciale per i prossimi anni. Tenendo inoltre ben presente la concreta possibilità che le situazioni di siccità, di cui già vediamo gli effetti in comuni trentini che rischiano di restare a secco di acqua potabile, si possano presentare con maggiore frequenza nei prossimi anni. Non può essere quindi definito un “successo della nostra autonomia” l’allineamento nella scadenza delle concessioni idroelettriche trentine al resto del territorio nazionale. Si tratta piuttosto un atto dovuto. Sarebbe stato assolutamente svilente per una Provincia a statuto autonomo mettere a gara le proprie risorse più strategiche prima di ogni altra regione italiana con il serio rischio, in un contesto di asimmetria a livello nazionale ed europeo, di concentrare sul solo Trentino le attenzioni predatorie di grandi gruppi internazionali. Anche l’apertura ai partenariati pubblico privati, ormai un “must” negli appalti pubblici (nonostante le criticità generate dalla complessità di gestire questo sistema da parte della pubblica amministrazione), e l’estensione della golden power alle concessioni di grande derivazione idroelettrica (per altro già prevista nel “Dl taglia prezzi”) sono sostanzialmente il riconoscimento di situazioni di fatto, non certo vittorie eclatanti. Infine, l’estensione a 3 anni per completare le riassegnazioni idroelettriche non cancella il tema di fondo, ovvero la persistente incertezza sulla disciplina e le scadenze che regolano le concessioni. Una situazione in continuo divenire che frena gli investimenti in un momento in cui la pianificazione sull’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili è di strategica importanza. È dunque cruciale lavorare per dare certezza e stabilità alla disciplina sulle concessioni al fine di evitare che millantate vittorie di esponenti politici nazionali si rivelino nei fatti mere vittorie di Pirro.