Vaccino Covid e alterazione del ciclo. Vi è uno studio americano su strani casi avvenuti all’inizio del 2021

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Un sanguinamento mestruale inaspettato dopo la vaccinazione anti-Covid. “All’inizio del 2021 i casi sono stati molti”, in età fertile e non, a seguito dell’iniezione contro il coronavirus, “ma a siccome in generale gli studi sui vaccini non indagano gli aspetti legati al ciclo, le segnalazioni sono state in gran parte ignorate”. E’ partendo da questa osservazione che un gruppo di ricercatori americani ha lanciato uno studio su oltre 35mila partecipanti, che offre “la valutazione più completa condotta finora sui cambiamenti mestruali sperimentati nelle prime 2 settimane post-immunizzazione”, spiegano gli autori su ‘Science Advances’. “Un’indagine statistica – riportano – ha rilevato che il 42,1% degli interpellati ha riferito un flusso mestruale più intenso dopo la vaccinazione”.

Un tema che era stato affrontato anche dalla Consigliera di Fratelli d’Italia, Alessia Ambrosi, in Consiglio provinciale a Trento. Proprio lo scorso ottobre l’esponente locale del partito di Giorgia Meloni ha chiesto alla giunta “se sia in atto un monitoraggio per i problemi, legati soprattutto al ciclo mestruale, che sembrerebbero insorgere in alcune donne in seguito alla vaccinazione; se l’Apss sia a conoscenza di avventi avversi tra la popolazione femminile e, in generale, quali e quanti casi di reazione al vaccino Covid sono stati registrati”.

Come riportato da Adnkronos poiché l’indagine si è basata su esperienze auto-riferite, “lo studio non può stabilire un nesso di causalità” tra vaccinazione anti-Covid e alterazioni del ciclo mestruale, tengono a precisare i ricercatori

“Alcuni hanno sperimentato questo effetto nei primi 7 giorni” successivi all’iniezione, “ma molti altri hanno osservato alterazioni 8-14 giorni dopo”. Va anche detto che “circa la stessa proporzione, il 43,6%, non ha riportato cambiamenti del flusso mestruale dopo il vaccino, e il 14,3% ha riferito nessun cambiamento o un flusso più leggero”. Kathryn Clancy, docente di antropologia dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, che ha guidato lo studio insieme a Katharine Lee, docente di antropologia dell’Università di Tulane, sottolinea come “i medici che si sono occupati dell’argomento, dopo avere raccolto le prime segnalazioni sulle alterazioni mestruali post-vaccinazione”, si siano mostrati “spesso sprezzanti nei confronti delle preoccupazioni dei pazienti”. Un atteggiamento al quale l’équipe di ricerca ha voluto porre rimedio con un sondaggio ad hoc, avviato nell’aprile 2021 con l’obiettivo di vederci più chiaro.

Le risposte sono state raccolte il 29 giugno 2021 e l’analisi ha incluso solo persone senza una precedente diagnosi di Covid-19, considerando che a volte la stessa infezione da Sars-CoV-2 si associa a mutamenti del ciclo mestruale.

L’effetto è stato inoltre segnalato da più del 70% di chi utilizzava una contraccezione reversibile a lunga durata d’azione, e dal 38,5% di chi assumeva trattamenti ormonali per l’affermazione di genere.