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A Madruzzo un caldo abbraccio: il morbido sentiero più lungo del mondo

Due anni di intenso lavoro per realizzare una sciarpa di 30 km. Un record quasi da guiness dei primati, che ha portato a casa altri risultati da record: oltre 650 persone e 50 associazioni coinvolte nel progetto, provenienti da tutta Italia, l’impegno e l’entusiasmo profuso dai partecipanti e la sua belllissima conclusione il 24 luglio, con lo srotolamento dell’enorme sciarpa nell’incantevole paesaggio della Valle dei Laghi.

Madruzzo (Trento), 21 luglio 2022 – E’ stata fissata per il giorno 24 luglio 2022 la giornata conclusiva dell’evento UN CALDO ABBRACCIO “Il morbido sentiero più lungo del mondo”.

La partenza del sentiero avverrà nella splendida cornice di Castel Toblino a quota 250 metri s.l.m. per arrivare ai 1300 metri del Monte Bondone presso la storica Chiesetta degli Alpini. Saranno stesi 30 km di colorati, bellissimi e morbidi filati tra boschi, prati, campagne, laghi, borghi e luoghi storici. Per ogni singolo km, tanti gruppi di persone provenienti da varie parti d’Italia srotoleranno 16 rotoli da 60 m e 1 da 40 m di sciarpa, tutti contemporaneamente alle 9.30.

Al termine ci sarà una grande festa presso il Parco Feste di Lagolo, allestito per l’occasione con gomitoli giganti e altri addobbi a tema. Sarà l’occasione per conoscere alcune delle centinaia di persone coinvolte, per scambiarsi curiosità ed aneddoti, per condividere (davanti ad un buon piatto di pasta) un percorso durato oltre due anni, per guardare assieme le immagini e leggere i lunghissimi elenchi di nomi  di chi ha collaborato.

Le donne di Fraveggio hanno realizzato per l’occasione 300 bamboline da donare a chi ha partecipato al progetto. Sarà inoltre premiata una volontaria, in simbolica rappresentanza di tutti i volontari delle associazioni che si sono messi in gioco per raggiugere quest’importante traguardo.

Altro gesto simbolico di notevole importanza: alla sciarpa sarà unito un filo rosso di 200 m per richiamare l’enorme valore della solidarietà nei confronti dell’AVIS Comunale di Trento che, con AVIS Vallelaghi e AVIS Aldeno Garniga Cimone, ha chiesto di unire il proprio progetto “Il filo Rosso di Avis” al CALDO ABBRACCIO.

In futuro gli organizzatori vogliono coinvolgere ancora ragazzi, associazioni, produttori locali, enti pubblici e privati nel passo successivo, cioè realizzare il caldo abbraccio: oltre 2500 coperte per chi ne ha bisogno, confezionate con 6 tonnellate di lana per un totale di 9000 mq.  

Perché nasce una sciarpa di 30 km?

Nel marzo 2020 è nata l’idea, alla Pro Loco Lasino-Lagolo, di confezionare “la sciarpa più lunga al mondo” collegandola ad un progetto denominato “un caldo abbraccio”.  Molte persone costrette in casa durante il primo lockdown hanno aderito con entusiasmo, accomunate dal mettersi a disposizione per un obiettivo bello e importante.

Inaspettatamente il progetto ha raggiunto dimensioni impensabili ed ha coinvolto centinaia e centinaia di persone tra circoli, case di riposo, gruppi di amici, conoscenti e parenti. Molte regioni del centro/nord si sono alleate in questa strana sfida. Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana con qualche collaboratore anche in Lazio e Campania.

Le regole erano poche e semplici: la sciarpa poteva essere lavorata ai ferri o all’ uncinetto in lana o cotone, non deve superare i 30 centimetri di larghezza ed i pezzi potevano essere lunghi da un minimo di 30 ad un massimo di 150 centimetri.

I partecipanti hanno trascorso intere giornate a disfare maglioni, a fare gomitoli, a districare matasse, a lavorare a maglia o all’uncinetto, ad unire strisce, a misurare ed immagazzinare rotoli ed a percorrere chilometri alla ricerca di lana o a consegnare lavori.

A lavoro concluso gli organizzatori hanno verificato che, nel Regno Unito (Millennium Stadium), è stata srotolata una sottile sciarpa che va oltre i 30 Km.

Il progetto è stato allora modificato in un morbido sentiero di solidarietà che diventerà coperte per “UN CALDO ABBRACCIO”.

Le storie dietro la sciarpa da record: tra sfida personale e desiderio di essere utili

-A Pavia un’edicola ha fatto da base ad un gruppo di amiche per la distribuzione dei gomitoli.

-Il coro ANA MESULANO di Cordignano ha fatto una raccolta fondi con i quali ha acquistato lana. Una delegazione formata da due macchine è poi venuta a Lasino per la consegna e per scoprire nuovi legami ed amicizie.

-Delle signore completamente digiune di lavori a maglia e all’uncinetto hanno imparato seguendo un tutorial su YouTube.

– Alcuni ragazzi si sono lamentati che la mamma lavorava al progetto nelle pause più assurde ed hanno appeso gli uncinetti tra i cristalli del lampadario. Hanno aggiunto simpaticamente che vogliono essere risarciti dei danni morali.

-Un ragazzo che studia a Milano ha raccolto e distribuito gomitoli usando il monopattino e facendo “campo base” nell’appartamento in affitto.

-A Trento e a Rovereto c’erano delle bancarelle dove gli ambulanti hanno da referenti per il ritiro e la consegna di sciarpe o filati.

-Una signora raccontava che il marito ormai coinvolto le diceva:” Butto io la pasta, tu prosegui con il lavoro”.

Le dichiarazioni

Michele Bortoli, Sindaco del Comune di Madruzzo: “L’amministrazione comunale ha aderito volentieri all’iniziativa, fornendo tutto il supporto logistico necessario. Il risultato più bello per noi però è la rete di solidarietà e collaborazione che si è creata in primis tra le associazioni del paese, come la Pro Loco, il Gruppo Alpini, i Vigli del Fuoco, la Filodrammatica e molte molte altre”.

Ivo Chistè, Presidente della Pro Loco Lasino Lagolo:  “Abbiamo utilizzato 6 tonellate di lana, che ci hanno fornito maglifici e altre aziende di varie regione italiane. Al di là dei numeri così straordinari, è importante sottolineare che quest’iniziativa ci ha permesso di recuperare la lana in un periodo in cui il suo prezzo è totalmente crollato, in un’ottica di riuso e sostenibilità”.

Nereo Pederzolli, giornalista e scrittore, che ha moderato l’incontro: “Il progetto Un caldo abbraccio è significativo per vari motivi. E’un modo per condividere e rinsaldare il legame tra la comunità.

Ci permette di condividere un abbraccio, dare aiuto gli altri e di fare solidarietà concreta. Infatti in autunno i rotoli di sciarpa saranno tagliati e cuciti assieme per realizzare calde coperte per chi ne ha bisogno.  

Infine questo è un record assolutamente sostenibile, a costo zero in termini di dispendio energetico, visto che tutte le sciarpe sono state realizzate a mano e sono particolarmente durevoli.

Irene Simonetti, tra le ideatrici del progetto: Domenica srotoleremo tutti questi rotoli di sciarpa in contemporanea lungo il percorso, km per km. Per chi vuole ci sarà la possibilità di percorrere a piedi uno o più tratti di questo sentiero, entrando così proprio nel cuore della manifestazione.

Sono tante, tantissime le persone che ci hanno permesso di raggiungere quest’obiettivo. A tale proposito voglio raccontare un aneddoto su tutti: La capo gruppo di un circolo si muoveva sempre in bici tenendo nello zaino ferri (con punti messi) e gomitoli. A tutti quelli che incontrava chiedeva se sapevano lavorare a maglia, e se la risposta era affermativa cercava in tutti i modi di convincerli a collaborare.

Secolo Trentino