Trentino Trasporti, la Provincia risponde alla consigliera Coppola relativamente ai disagi emersi in sede sindacale

Nel mese di giugno scorso la Consigliera Coppola si era presa in carico di fare risonanza per talune criticità emerse in sede sindacale relativamente all’impiego di lavoratori per Trentino Trasporti che – secondo il parere collettivo – avrebbe causato una fuga, spesso verso il privato, degli autisti di Trentino Trasporti che sta generando problemi organizzativi.

I Sindacati e l’utenza hanno segnalato problemi. “Una carenza non solo di autisti, ma anche di macchinisti, capitreno e personale di officina. I motivi di questa fuga da Trentino Trasporti? Turni di servizio mal organizzati, ferie negate o sospese sia nel trasporto urbano che nelle ferrovie a causa della carenza
del personale, un trattamento economico non adeguato. Si consideri che gli ultimi adeguamenti di contratto sono stati una tantum.” Aveva scritto la Consigliera nell’interrogazione depositata il 24 giugno.

“Non vi sono stati neppure segnali di gratitudine per essere stati sempre presenti durante tutta la pandemia, mettendo a rischio la propria salute. Di contro pare che i bandi per le assunzioni di personale non abbiano grande riscontro nelle adesioni. Evidentemente il lavoro in Trentino Trasporti non è più appetibile”. E così via.

Nella giornata di ieri l’Azienda ha risposto al Consiglio, sostenendo che più dell’85% dei turni – su espressa richiesta contrattualizzata con le rappresentanze sindacali – occupano un arco temporale limitato o approssimativamente coincidente con l’orario stesso di lavoro o di poco superiore; si tratta di turni di servizio interi, nei quali l’impegno è concentrato, lasciando libero il dipendente nella rimanente parte delle 24 ore della giornata; il turno di servizio prevede una successione di corse estratte dagli orari delle varie linee che compongono le reti di trasporto pubblico urbano dei Comuni di Trento e Lavis (Urbano Trento) e dei Comuni di Rovereto e Comuni limitrofi (Piano d’Area Rovereto). Il turno prevede comunque che vi sia sempre alternanza di più linee con cambi frequenti da linea a linea che valgono per l’operatore come interruzioni della prestazione a beneficio del recupero e del benessere psico fisico; interruzioni della prestazione di guida sono previste anche tra le corse di una medesima linea (soste di capolinea). In linea generale, lo schema di rotazione dei turni di servizio prevede che l’operatore esegua il
medesimo turno per 6 giorni consecutivi seguiti da 2 giorni consecutivi di riposo; dopo i due giorni
di riposo, alla ripresa del servizio viene sempre garantita un’alternanza della tipologia di turno
(turno mattutino, turno pomeridiano, turno serale, o infine, ove ricorra, turno spezzato che
rappresentata circa il 15% dei turni totali).

GESTIONE DELLA SICUREZZA

“Attualmente sono attivi servizi di vigilanza a supporto dell’esercizio con piantonamento fisso
presso l’autostazione di Trento (full time), la stazione di via Dogana (parziale) e presso la stazione
intermodale di Pergine (ore pomeridiano/serali).
Va rilevato che le guardie giurate non possono sostituire l’intervento delle Forze dell’Ordine, ma
solo segnalare e svolgere azione di presenza/deterrenza, inoltre anche l’acquisizione di personale
da parte delle ditte di vigilanza non risulta immediato e di facile reperimento, pertanto l’impiego
attuale considera la miglior ottimizzazione sulla base della disponibilità e in relazione alle altre
misure adottate.”

FERIE E PERMESSI MANCATI

“Si premette che la carenza di personale con mansioni di autista non riguarda la sola Trentino
trasporti S.p.A., ma in modo strutturale l’intero comparto del trasporto nazionale; va evidenziato
che per quanto noto l’asserita fuga di personale non è verso il privato, ma verso altre professioni
più remunerate, ovvero verso i paesi di origine per evitare i costi connessi alla locazione di
un’abitazione nella città di Trento, molto più alti rispetto ad altre città italiane.”

Questo è quanto ha scritto l’Avvocato Gottardi per conto del Consiglio.

MC