Settembre, andiamo, è l’ora di tornare.

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Parafrasando il Vate e sostituendo il verbo in tornare, anziché migrare, rieccomi all’appuntamento mensile, al di là dei Post-It giornalieri, con questo quotidiano rivista avente nel cuore.

Oddio… al ben pensarci preferirei anche in pancia, ma l’editore parrebbe uscito dal romanzo di Molière: l’Avaro. E’ un amico, e la cosa mi permette di scherzare. Ma non troppo, per Natale attendo una ricca cesta alimentare e quella Ferrari capace di farmi impazzire (così sia! n.d.r.).

Scherzi a parte scrivere un editoriale politico, con questa politica, non è cosa facile giacché essendo figlia del più bieco personalismo è lontana anni luce dalla mia forma mentis ed ogni giorno rimpiango perfino un Andreotti, pensate un po’! Un gigante rispetto ai nani attuali di Montecitorio. Comunque sia eccomi qua nel tentare di tradurre il labirinto del Palazzo romano sempre più caro, nel senso costoso per noi italiani, ma andiamo per ordine: I grillini meritano una riga sola: sarete ricordati come i Ciompi di Firenze, ossia come degli incapaci, piuttosto ridate allo Stato i 600 milioni spesi per i banchini a rotelle, tutti buttati nl cesso, poi sparite per sempre. Senza rimpianti, s’intende.

La sinistra, targata PD, quella del Rolex per intendersi, dà più l’idea di essere a metà di una novella Donna Prassede, la mitica ficcanaso manzoniana intenta nel far passare come bene altruismo la propria sete di potere,  o una trans delle Cascine di Firenze pronta ad allargare le cosce a tutti nascondendo il pacco. Che c’è, eccome se c’è, come sorpresa finale. Nel mentre il segretario Letta (si, quello dei 900 milioni di euro condonati, dal suo Governo, all’industria delle slot machine) brancola a tutto campo cercando improponibili accordi tra uno slogan demenziale e l’altro, noi italiani saremmo ancora in attesa di capire come faremo nel pagare le prossime bollette poiché,  nel frattempo,  nella vertigine dell’aumento dei prezzi, nelle pensioni da fame, nella povertà avanzante, nelle tasse stratosferiche, nella voragine del debito pubblico,  il segretario piddino non si degna nemmeno una parola. Lotta al fascismo a parte. Che non c’è più da 80 anni. Ma il prode segretario piddino pare una barzelletta per i suo cinguettio in un Twitter: viva le devianze. Una volta, da quelle parti, cantavano avanti popolo, oggi sulle devianze cosa intonerebbero? 

Calo un velo pietoso coinvolgendo pure la Meloni la quale, definendo devianza l’obesità, è stata capace di fare incazzare pure Adinolfi e Giuliano Ferrara.  Giorgina delle mie brame, pensa un po’ di più quando posti sui social e magari se ti astenessi dallo scrivere sarebbe meglio per tutti. Non ti è bastato, Giorgina, genufletterti all’America, all’Europa ed alla Nato, schifando il fascismo per accontentare le capre ignoranti ed i cavoli soloni? Come se non fosse stato sufficiente lo inchinarti a 90° davanti alle richieste dei partner’s di questo centrodestra democratico (e cristiano), togliendo dalle candidature personaggi di valore –ed amati dalla gente- come l’Ing. Raffaele Latrofa, a Pisa, oppure un Nello Musumeci dalla Regione Sicilia dove avrebbe rivinto a mani basse. Potrei continuare con altri mille nomi di militanti veri ed impegnati ma mi soffermo meno conosciuti, nel citare un Alessandro Mingardi di Brescia ed un Massimiliano Catini di Passoscuro  ai quali hai preferito, cara Giorgia, un Tremonti lontano anni luce dalla Fiamma che intenderesti rappresentare sul tuo logo. In Italia manca una destra sociale, diciamo la verità!

Se andrò a votare, e sottolineo la congiunzione condizionale, lo farò non solo turandomi il naso, per citare il grande Indro Montanelli, ma pure calandomi i calzoni mostrando il lato b.

Per quanto riguarda la police del mondo, ovvero l’America, sempre pensato che la mancata elezione di Trump sia la panacea per i nuovi conflitti e che Biden sia una sciagura pareva chiaro fin dalla sua prima intervista quando bollò Putin come un criminale.

L’America guerrafondaia sta facendo il suo, essa si trova in una situazione economica disperata e ben sappiamo come, le guerre, portino morti a noi e dollari a loro. Per quanto riguarda il Belpaese siamo in una posizione di genuflessione davanti agli eredi di Lincoln, per chi l’avesse dimenticato perdemmo la guerra ma non solo quella: pure la dignità.

La dignità perduta nel mancato rispetto del patto di Yalta permettendo ai seguaci della bandiera a Stelle e strisce di mantenere le loro basi militari in Italia seppure sotto secondo (loro) nome: Nato. Perdemmo la dignità barattando i morti del Cermis con la Baraldini e con la restituzione da “innocente” di Amanda Knox per la quale, il giorno prima della sentenza, il NY Times non mancò di uscire a caratteri cubitali invocando i Marines per liberarla.

Che altro aggiungere? In Italia manca un Craxi, certo, perché no? Manca uno statista capace di saper imporre i diritti degli italiani, di saper difendere gli interessi degli italiani, un leader capace di onorare la nostra Patria e la nostra storia.

Manca un Uomo della Provvidenza, diciamola tutta, ma pare si sia stancata pure la Provvidenza. L’ultimo inviato l’abbiamo tradito. Anche lui.

Settembre, andiamo, è l’ora di tornare a votare. Si, ma per chi? 

Marco Vannucci