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Bus Rapid Transit. Provincia: “attenti al parere delle comunità, obiettivo è la massima condivisione”

Si è aperto con le due presentazioni pubbliche di ieri, a Pozza di Fassa e Cavalese, il percorso di partecipazione per raccogliere le osservazioni, i consigli, gli spunti e le eventuali critiche dalle comunità coinvolte.

Bus Rapid Transit, il sistema per il trasporto pubblico funzionale anche alle Olimpiadi 2026, all’attenzione dei territori.

Si è aperto con le due presentazioni pubbliche di ieri, a Pozza di Fassa e Cavalese, il percorso di partecipazione per raccogliere le osservazioni, i consigli, gli spunti e le eventuali critiche dalle comunità coinvolte.

Al centro del dibattito il progetto per la mobilità innovativa sulla direttrice Trento-Fiemme-Fassa, grazie alla creazione di nuove opere infrastrutturali e tecnologiche, corsie riservate per il passaggio dei bus e l’acquisto di nuovi mezzi.

Una proposta coerente con la strategia dell’Amministrazione provinciale di migliorare le connessioni, dare maggiore fluidità al traffico e ridurre le congestioni nelle valli dell’Avisio. Lo ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento, prendendo parte, assieme ai progettisti e ai tecnici di Piazza Dante, ai due incontri che hanno dato il via formale ai 30 giorni per il deposito delle osservazioni.

Appuntamenti partecipati, con tanti residenti, giovani, operatori economici, diverse posizioni sul tema e un dibattito che si è esteso alla richiesta di considerare il BRT all’interno di una risposta complessiva per i nodi della mobilità per i territori coinvolti. Richieste sulle quali l’Amministrazione provinciale si è mostrata disponibile al confronto, confermando gli impegni sulle opere pubbliche e la disponibilità a proseguire i ragionamenti condivisi.

Riguardo al BRT, il presidente ha ricordato l’entità del finanziamento originario di 60 milioni, fissato prima dei rincari e delle recenti evoluzioni che hanno già portato a rivedere il prezziario provinciale degli appalti. Il costo aggiornato del progetto si aggira quindi sui 90 milioni di euro, considerando i nuovi valori di mercato e la previsione dei parcheggi.

Ora, ha aggiunto il presidente, le comunità interessate hanno l’occasione di esprimere un parere riguardo ad una proposta messa a disposizione come miglioramento del sistema trasportistico. Possono accogliere, non accogliere o chiedere di cambiare.

Ma la posta in gioco, ha aggiunto il presidente, richiede la necessaria attenzione a quella che a oggi risulta l’unica proposta praticabile e finanziariamente sostenibile per dare le risposte attese sul miglioramento del sistema di trasporti, generando ricadute positive per la popolazione e i turisti ben oltre l’evento olimpico e paralimpico. La volontà è dunque dell’Amministrazione è avere la massima condivisione possibile, dando attenzione a quella che sarà la risposta dei territori.

Il dibattito è proseguito con una serie di temi posti dal pubblico e i chiarimenti anche di tecnici e progettisti.

Il Bus Rapid Transit in breve
Il BRT viene messo in campo in previsione del 2026 come parte del collegamento tra Ora (interscambio con la ferrovia del Brennero) fino a Penia, passando per Cavalese, Predazzo, Moena e Canazei.
Gli interventi riguardano complessivamente 12 tratte lungo la viabilità principale di attraversamento delle valli di Fiemme e di Fassa, per uno sviluppo lineare di circa 12 chilometri, oltre ad interventi di razionalizzazione della viabilità nei tratti in attraversamento ai centri abitati. Si punta all’aumento sia dei chilometri percorsi da mezzi non inquinanti, elettrici o a metano/biogas, che del numero di passeggeri trasportati.

Le risorse previste vengono utilizzate per realizzare opere infrastrutturali e di corsia riservata al passaggio dei bus nel tragitto Fiemme-Fassa e per il rinnovo del materiale rotabile.

Tre le linee previste: Linea rossa, da Ora con il raccordo con i treni fino a Penia, Linea verde e Linea blu. Ottanta le fermate complessive divise in tre tipologie: 38 fermate Gold e 22 Silver di nuova realizzazione, 20 fermate Bronze che necessitano di modifiche. Gli stop sono dislocati in base ai punti di afflusso turistico e ai centri abitati delle valli di Fiemme e Fassa.
Il sistema si estende alla creazione di parcheggi di attestamento per lo scambio mezzo privato-mezzo pubblico. Dieci quelli previsti per oltre 3.000 posti complessivi.

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Secolo Trentino