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Ucraina. Alemanno risponde a Conte: “Disponibili a manifestazione unitaria contro la guerra purchè priva di simboli di partito”

E' iniziato con queste parole l'intervento con il quale Gianni Alemanno, portavoce del Comitato "Fermare la guerra", è intervenuto commentando le recenti dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

“L’appello lanciato oggi da Giuseppe Conte per una manifestazione unitaria per fermare la guerra in Ucraina, non deve essere l’inizio di una strumentalizzazione politica di un tema così importante”.

E’ iniziato con queste parole l’intervento con il quale Gianni Alemanno, portavoce del Comitato “Fermare la guerra”, è intervenuto commentando le recenti dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

L’ex premier, nella giornata odierna, aveva annunciato una manifestazione in favore della pace in Ucraina, specificando come tale evento dovrebbe essere senza bandiere o colori politici, aperta a tutta la popolazione. Specificando inoltre di volere in piazza anche gli elettori di centrodestra, aggiungendo come la pace non abbia colori.

Noi del Comitato “Fermare la Guerra” – comitato apartitico nato nel mondo della destra già nel corso dell’estate – siamo disponibili a partecipare ad una manifestazione unitaria, purché sia senza simboli di partito e venga indetta dal mondo delle associazionismo, in particolare quello cattolico”.

Gianni Alemanno ha così voluto replicare all’ex Presidente del Consiglio ricordando come il Comitato “Fermare la Guerra” (apartitico e nato nell’area della destra già durante la scorsa estate) sia disponibile a partecipare ad una manifestazione unitaria a condizione che sia senza simboli partitici e venga indetta dal mondo dell’associazionismo, in particolare quello cattolico.

Alemanno ha poi, proseguito affermando come sia sospetto che tali iniziative vengano organizzate solo dopo la vittoria del centrodestra alle ultime elezioni e la fine del Governo di Mario Draghi, aggiungendo: “Bisogna rompere questo falso unanimismo a favore dell’invio di armi in Ucraina e della crescita delle sanzioni, quando invece la maggioranza degli Italiani la pensano esattamente al contrario. Il mondo rischia di entrare in un conflitto nucleare, mentre è sicura una crisi economica devastante in tutta l’Europa. Nonostante ciò, in quasi tutto l’Occidente – e segnatamente nell’Unione Europea – le classi dirigenti fanno a gara per alimentare l’escalation del conflitto, senza avanzare nessuna credibile proposta di pace”.

Concludendo il suo intervento, il portavoce del Comitato “Fermare la Guerra” ha ricordato come solo Papa Francesco, si sia speso in prima persona contro questo atteggiamento “tanto superficiale quanto fazioso che rischia di precipitare il mondo in una catastrofe senza precedenti.”

Secolo Trentino