Esteri

Cosa vuole il Premio Nobel per la Pace per il 2022? Più armi per combattere Putin

Cosa vuole il gruppo che ha vinto il Premio Nobel per la Pace per il 2022? Più armi per combattere la Russia di Putin e non per far in modo che si possa addivenire alla pace. Certamente il fine potrebbe essere nobile perchè come affermato da Oleksandra Matviichuk, che dirige il Centro ucraino per le libertà civili, che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace venerdì, si tratta di una guerra a suo avviso tra due sistemi: autoritarismo contro democrazia. E Putin nel suo lavoro sta cercando di convincere gli ucraini e il mondo intero che i nostri valori – come la democrazia, lo stato di diritto, la libertà dei diritti umani – sono artificiali, sono valori falsi. Al contempo è da contemperare quanto questa guerra sia rischiosa per il futuro stesso dell’umanità e se vi è la possibilità – sebbene al momento remota – di trovare una via diplomatica per la pace.

“Ora, per la domanda, come puoi aiutare l’Ucraina? La risposta: si prega di fornire armi all’Ucraina. Ma questo non è [ancora] un mondo in cui è sicuro vivere. Quando un avvocato per i diritti umani non può usare nessuno strumento legale per difendere le persone dalle atrocità russe, questo è un mondo molto pericoloso in cui vivere”, questo quanto infatti affermato sul Time da Oleksandra Matviichuk che dirige il Centro ucraino per le libertà civili, che ha ricevuto il Premio Nobel per la pace venerdì insieme a Memorial , la più grande organizzazione per i diritti umani in Russia, e Ales Bialiatski , un sostenitore della democrazia e dei diritti umani in Bielorussia.

Sembrerebbe uno scherzo, eppure non è così perchè l’attivista nel corso dell’intervista espone tranquillamente le sue idee: “In primo luogo, dobbiamo riformare le organizzazioni internazionali perché l’intera architettura della pace e della sicurezza internazionale è stata distrutta da queste attività russe. Perché l’intera ONU è incapace di fare qualsiasi cosa con la Russia come Stato membro permanente. E quando il segretario generale delle Nazioni Unite era a Kiev, lo stesso giorno un razzo russo ha colpito Kiev e ha ucciso un giornalista di Radio Liberty”.

Certamente l’istituto dell’ONU nel corso di questi ultimi mesi ha mostrato vari punti critici, ma certamente tali criticità non sono emerse ora e hanno radici storiche ben più nette e che risalgono persino alla Guerra di Corea negli anni ’50.

Oleksandra Matviichuk ha poi voluto aggiungere che: “In secondo luogo, dobbiamo mostrare giustizia per le persone. Dobbiamo creare un tribunale internazionale per i crimini di guerra contro l’umanità e il genocidio e ritenere responsabili i responsabili russi. È importante, non solo per l’Ucraina, ma per molte nazioni nel mondo. La Russia ha commesso crimini di guerra in Cecenia, anche in Siria, in Mali, in Libia, in altri paesi del mondo. I leader autoritari di altri paesi sono ispirati da questo esempio. Cominciano a pensare, sì, possiamo fare quello che vogliamo perché non esiste uno strumento che ci spinga ad essere in linea con i diritti umani. Questo è il nostro compito”.

Secolo Trentino