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Mutui. Per Sileoni, segretario generale della Fabi: “inconcepibile che in Italia si paghi il doppio degli interessi che pagano i francesi”

Sileoni ha esordito parlando del rialzo dei tassi d'interesse: "Sta accadendo che la conseguenza del rialzo del costo del denaro del 2% della Bce ha fatto scattare un conseguente rialzo dei tassi d'interesse delle banche sui prestiti e sui mutui.

Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è
desta” condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus per parlare, tra le varie, della situazione relativi ai mutui concessi in Italia.

Sileoni ha esordito parlando del rialzo dei tassi d’interesse: “Sta accadendo che la conseguenza del rialzo del costo del denaro del 2% della Bce ha fatto scattare un conseguente rialzo dei tassi d’interesse delle banche sui prestiti e sui mutui. Questo ricade sulle imprese e sulle famiglie e in un periodo così difficile come questo è chiaro che questo combinato disposto appesantisce ancora di più i bilanci di famiglie e imprese. Noi siamo il sindacato dei lavoratori della banca, ma ci sta a cuore che arrivi a tutta la clientela un’informazione più trasparente possibile. E’ inconcepibile che in Italia si paghi sui mutui e sui prestiti oggi il doppio degli interessi che pagano i francesi. Noi su questo argomento consigliamo di interpellare più banche quando deve prendere un prestito o un mutuo. E poi l’altro consiglio è quello di non affidarsi a consulenti extrabanca, ma di affidarsi a quelli interni”.

Proseguendo, il segretario generale della Federazione autonoma bancari, ha parlato anche della politica della Bce: “Dal dopoguerra in poi è la prima volta nella storia che questa viene definita dagli economisti un’inflazione malata. Non c’è una ricetta sicura al 100% per far diminuire l’inflazione e riportarla al 3-4%, quindi la Bce prende delle decisioni tradizionali e tra queste ha deciso di rialzare i tassi, sperando però che nel frattempo cambi la situazione internazionale. Noi come Italia stiamo reagendo abbastanza bene perché l’economia sta dando segnali di grande energia”.

Infine, Lando Maria Sileoni, si è espresso anche in merito alla delicata questione del tetto ai contanti e le commissioni bancarie: “Il problema principale è che se alzi il contante da 2mila a 3mila euro dal punto di vista dell’evasione fiscale non cambia niente, se lo alzi a 5mila cambia qualcosa, se lo alzi a 10mila cambia molto. La Procura di Milano dichiarò che nelle cassette di sicurezza italiane ci sono 150 miliardi di euro in contanti. Qui bisogna decidere se è opportuno che questo denaro venga rimesso in circolazione o se è preferibile che rimanga nelle cassette. C’è un sommerso che potrebbe essere in qualche modo utilizzato e dare un’ulteriore accelerazione a questa economia. Questo è un problema che deve essere riallacciato al tetto del contante. Se il governo decide di alzare il tetto a 3mila non cambia niente e la maggior parte di questo denaro se ne sta nelle cassette di sicurezza, se invece il governo decidesse di alzarlo di più vuol dire che ha intenzione di far rimettere in circolo il denaro che sta nelle cassette di sicurezza. Io comunque preferirei che non venisse alzato più di 3mila euro”.

Secolo Trentino