Cultura

La sinistra dimentica la Legge Reale e diventa libertaria per tutelare tossici e abusivi

L’isterica reazione delle sinistre all’annuncio delle nuove norme contro i rave party è un segnale evidente di quale sarà l’atteggiamento delle opposizioni nei prossimi anni o magari solo nei prossimi mesi. Perché, di fronte all’isteria altrui, alcuni esponenti della maggioranza di destra fluida hanno già cominciato a fare marcia indietro. Per fare i democristiani occorre almeno un briciolo di capacità.

Ma cosa ha spaventato i libertari improvvisati? La possibilità che il divieto di organizzare rave party abusivi si trasformi in un divieto di protestare, di manifestare. In teoria non esiste alcun nesso. La norma anti tossici prevede che ci sia una invasione di aree private o pubbliche. Però, con la magistratura italiana, c’è sempre il rischio che sia considerata “invasione” anche l’occupazione di una scuola o di un’aula universitaria.

D’altronde i libertari di oggi sono quelli che non hanno mai osato criticare la legge Reale, davvero liberticida, che (era il 1975) lasciava la possibilità di considerare come “arma momentaneamente scarica” anche la bottiglia vuota del latte che, in quegli anni, si restituiva ancora al lattaio. In teoria poteva essere riempita e trasformarsi in una molotov.

Tutto dimenticato dai democratici di oggi, trasformati in libertari solo dopo il voto di settembre. Prima erano loro a sostenere l’uso degli idranti contro i lavoratori portuali che protestavano contro il Green Pass. Erano loro a sostenere gli arresti domiciliari di massa, le manganellate contro i refrattari al vaccino, la caccia con le motovedette al canoista solitario, la caccia con elicotteri e cani all’escursionista isolato. Strano modo per essere libertari.

Ma basta poco per spaventare la destra fluida. Pronta a correggere la norma invece di estenderla agli invasori di abitazioni private. Una piaga che dilaga da Nord a Sud, come ha evidenziato Fuori dal Coro, la trasmissione di Mario Giordano. E non è solo gente disperata ad occupare abusivamente le case di chi è stato ricoverato in ospedale, di chi semplicemente è uscito per fare la spesa. Occupazioni nella totale indifferenza delle forze dell’ordine e della magistratura. Ed anche della politica che non fa nulla per modificare le norme. Così anche gente ricca e con un lavoro resta indisturbata ad occupare le case altrui, persino dopo uno sfratto esecutivo che ovviamente non viene eseguito.

Anche in questi casi la sinistra libertaria è dalla parte degli invasori di case altrui? Certo, a patto che nessuno occupi ville e tenute a Capalbio o Cortina, a Courmayeur o a Porto Cervo. Si può mandar via la povera Ambra Angiolini che vive, senza alcun diritto, in una casa d’altri? No, poverina. Si possono cacciare le grandi risorse che hanno rubato le case di anziani che le avevano acquistate dopo una vita di lavoro? Certo che no. D’altronde basta un po’ di pazienza e l’anziano che ha perso la casa sarà ospite del Creatore e l’abitazione potrà passare agli occupanti, senza finire in eredità ai parenti della vittima.

Riguardo l'autore

augustograndi

Augusto Grandi, giornalista professionista. Corrispondente del Sole 24 Ore. Premio St.Vincent di giornalismo nel 1997.

Ha pubblicato libri di saggistica e di narrativa. Tra i primi "Sistema Torino", "Sistema Piemonte", "Lassù i primi, la montagna che vince" (Premio Acqui Ambiente), "Eroi e cialtroni, 150 anni di controstoria", "Il Grigiocrate Mario Monti". Per la narrativa "Un galeone tra i monti", "Baci e bastonate" (premio Anguillarino), "Razz, politici d’azzardo".

È membro della giuria del premio Acqui Storia.

Secolo Trentino