Undergraduates kick off a new academic year on the first day of class in a Nutritional Sciences 132: Nutrition Today course taught by senior lecturer Peter Anderson in Agricultural Hall at the University of Wisconsin-Madison on Sept. 2, 2011. (Photo by Bryce Richter / UW-Madison)
Società

L’Odissea degli universitari: il ritorno a casa per Natale

Ogni anno, in questo periodo, il pensiero di uno studente universitario fuorisede è solo uno: acquistare un biglietto per tornare a casa per le festività natalizie. Pensiero tormentato, dato che ogni anno sembra essere un’impresa odisseica trovare dei biglietti a costi ragionevoli. Non importa quanto tempo prima lo sventurato si metta a cercare soluzioni convenienti: è una battaglia persa in partenza, soprattutto se quella partenza è verso il Sud Italia.

Questi sono solo alcuni esempi di simulazioni di viaggio dalle principali sedi universitarie italiane verso la Puglia e la Sicilia. Qualsiasi mezzo si sia scelto di privilegiare, i prezzi sono similari. Ennesimo aggravante sarà l’aggiunta dei costi d’acquisto del biglietto di ritorno: non si può mica rimanere giù finché gli importi ritornino a tariffe ragionevoli, la sessione invernale è alle porte e sarà l’ora di tornare su molto presto. Può un universitario spendere così tanti soldi per tornare dalla sua famiglia? Possono così tanto le compagnie di viaggio lucrare sulla vita e i bisogni di migliaia di studenti? La risposta, come i fatti testimoniano, è sì e lo è da anni ormai. Chi vorrebbe rimanere da solo, in una città che non è la sua, a festeggiare il Natale lontano dai propri affetti? Nessuno, e questo, sembra essere un valido motivo per gonfiare la spesa dei biglietti e riempirsi le tasche, un guadagno sicuro considerando che la maggior parte sceglierà di tornare. 

Ad oggi non c’è una soluzione, un incentivo per far fronte a questo problema che mette in difficoltà tante persone che non possono far fronte a questi esagerati importi. Ci si sente quasi costretti nell’acquistare un biglietto, per la paura che possano aumentare ancora, con la dicitura “tratta meno costosa” o “tariffa bassa” che di “meno costosa” o “bassa” non ha nulla. Una vera e propria presa in giro considerando la possibilità di accaparrarsi in qualsiasi periodo dell’anno viaggi low-cost a 9,99€ per le più disparate destinazioni Europee.  

Siamo agli inizi di novembre e la situazione è già così grave, quanto ancora le tariffe aumenteranno con il passare dei giorni? E soprattutto, per quanto ancora dovrà andare avanti questa situazione del rincaro dei prezzi? Una speculazione che ad oggi non vede ancora una via d’uscita, e a pagarne le conseguenze sono sempre e solo gli studenti.

Sara Liuzzi

Riguardo l'autore

Sara Liuzzi

Sono originaria di Martina Franca in provincia di Taranto ma vivo a Roma dove studio media, comunicazione digitale e giornalismo all’università La Sapienza. Ho conseguito la laurea in scienze della comunicazione all’università di Siena. Mi piace scrivere, sono appassionata di politica e spero di poter mettere in pratica questa mia passione molto presto, fino a farla diventare un vero e proprio lavoro.

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