Esteri

Rivolta al Campidoglio degli Stati Uniti: cosa aspettarsi e perché il nome di Trump è centrale

L’ex Presidente degli Stati Uniti d’America è colpevole o innocente? Sono in molti a porsi questa domanda, ora che il dossier dell’inchiesta ha fatto emergere la reale intenzione di procedere contro Trump, in quanto istigatore naturale delle masse. Ma un politico istrionico e un leader carismatico istiga le folle in modo consapevole, oppure il suo ruolo è inesorabilmente quello? Il leader spontaneo, può avere un ruolo nel trattenere una situazione come quella del 6 Gennaio, nota come semplicemente Capitol Hill, oppure non può esserci altro che l’ordine naturale di un evento che non poteva non accadere? Trump ha assecondato con le parole i desideri dei suoi elettori, oppure gli elettori di Trump hanno eseguito un ordine impartito dal palco? La differenza non è sottile, è determinante: se Trump fosse davvero riconosciuto come colpevole non potrà salvarsi e la sua carriera politica termina qui.

In queste ore è stato chiuso il dossier: il rapporto, che sarà pubblicato per intero online, dovrebbe essere lungo più di 1.000 pagine, basato su quasi 1.200 interviste in 18 mesi e centinaia di migliaia di documenti, nonché le sentenze di oltre 60 tribunali federali e statali. Esso elenca 17 punti specifici, discute le implicazioni legali delle azioni di Trump e di alcuni dei suoi associati e include deferimenti penali al Dipartimento di Giustizia. La pubblicazione del rapporto arriva due giorni dopo che la commissione ha chiesto ai procuratori federali di accusare l’ex presidente repubblicano di quattro crimini, tra cui ostruzione e insurrezione, per gli sforzi per ribaltare i risultati delle elezioni del novembre 2020 e scatenare l’attacco alla sede del governo.

“Piuttosto che onorare il suo obbligo costituzionale di ‘prendersi cura che le leggi siano fedelmente eseguite’, il presidente Trump ha invece complottato per ribaltare il risultato elettorale”, ha detto il comitato ristretto della Camera dei rappresentanti guidato dai democratici in un riassunto di 160 pagine del rapporto pubblicato lunedì. La questione è+ semplice: l’ex Presidente degli Stati Uniti e milioni di persone nel mondo sono convinti che le elezioni americane dove ha vinto Biden siano state truccate, mentre secondo la legge non ci sono dimostrazioni valide in questa direzione.

I fatti che si contestano a Trump sono noti: assalto al Campidoglio e presa della sala di presidenza da parte di un gruppo di manifestanti, che a onor del vero erano noti per prendere parte ai cortei green e comunisti, ma anche noti per avere idee alternative relativamente all’ordine politico e all’ordine cosmico. Senza entrare nel merito delle religioni, i fatti sono che Trump ha tenuto un discorso infuocato ai suoi sostenitori vicino alla Casa Bianca la mattina del 6 gennaio e ha rimproverato pubblicamente il suo vicepresidente, Mike Pence, per non aver seguito il suo piano di respingere i voti espressi a favore del democratico Joe Biden.

Questi fatti erano noti ed arcinoti ai sostenitori di Trump, visto e considerato che la stessa melensa salsa era ripetuta su tutti i social e spammata a mezzo e mail in tutto il mondo. Quello che però è rilevante da notare è che vi era una certa assonanza di intenti, tra i sostenitori di Trump, che da ore sognavano un’azione esemplare, e Trump stesso, che ha poi aspettato ore per fare una dichiarazione pubblica, prima invitando a una generica protesta e poi, mentre migliaia di suoi sostenitori infuriavano attraverso il Campidoglio, ha invitato alla calma. Il fatto è che non tutti gli assalitori al Campidoglio erano elettori di Trump, ma molti semplicemente anarchici conservatori, che in Trump trovavano lo spunto per attaccare i democratici e il Governo, salendo i muri, aggredendo la polizia e minacciando di impiccare Pence.

Il comitato però chiede con accuse penali che Trump sia considerato colpevole e questo significherebbe la fine della carriera politica di Trump e forse anche di quella imprenditoriale, visto e considerato che già è stata fortemente danneggiata da scelte opinabili di oscuramento social, scelte di esclusione dalle gerarchie e in fin dei conti una penalizzazione di immagine e di spendibilità. Insomma, per Trump potrebbero presentarsi momenti floridi oppure momenti tragici, dipenderà solo dalla Giustizia. MC

Secolo Trentino