Editoriali

Il 2023 e il mal cinese

Di tutte le minacce del 2023 l’unica preoccupante è l’epidemia dalla Cina.
Al netto delle insidie sanitarie ci sono quelle mentali: il lockdown e la chiusura stagna in ghetti social produce pericolosi disturbi di percezione del reale e partorisce sgorbi.

2023

L’ultima epidemia ha prodotto allucinazioni di ogni tipo: c’è chi ha immaginato la Russia a difesa della tradizione e della religione (quale poi, tra le varie del Libro, non è specificato), c’è chi ne ha ipotizzato fantasiosi modelli virtuosi, chi l’ha persino vista come una vittima accerchiata da rapaci occidentali, chi ha azzardato che sarebbe addirittura un’alternativa all’Occidente. C’è perfino chi ha preso Dugin per un …filosofo! C’è chi ha scambiato per nazisti molto astuti i denazificatori seriali, chi ha difeso in nome del fascismo i congressi internazionali antifascisti anche quando chiedevano la messa fuori legge proprio di chi, allucinato, neanche se ne accorgeva.
C’è chi non ha voluto vedere le statue di Lenin erette nelle zone conquistate, le bandiere rosse issate sui carri armati e poi sui pennoni delle città occupate. C’è chi, invece, ha liquidato tutto ciò come un legame tradizionale con la loro storia e la loro vittoria (appunto la loro, contro di noi…).
C’è chi ha concluso che bandiera rossa e falce e martello sono in fondo simboli tradizionali.

C’è chi ha preteso che un’oligarchia talmudica e sionista stia combattendo contro l’ebraismo!
C’è chi ha sostenuto che i popoli dell’est che si difendono sono venduti perché se non fossero venduti – elementare Watson! – si appecoronerebbero. E chi prima non ha visto, poi non ha voluto vedere, le migliaia di camerati accorsi da ovunque a difendere un pezzo di terra europea dall’aggressione imperialista dei denazificatori. Quando, infine, non è stato più possibile fingere di non vederli, gli allucinati li hanno accusati di essere al servizio di questo o quello e hanno esaltato Wagner, ovvero un’unità di contractors senza patria né idea che si è addirittura provato a contrapporre ai volontari con un credo!

Se la nuova epidemia dalla Cina sarà, come taluni paventano, molto più violenta della precedente, non sappiamo né vogliamo immaginare cosa comporterà sui corpi, ma se tanto mi da tanto, per effetto sul loro mentale alcuni ammireranno cimici e pidocchi scambiandoli per tigri e leoni. Del resto un po’ zecche lo sono già…

Gabriele Adinolfi

Secolo Trentino