Economia

Irlanda: “il vino fa male”, la risposta di Ambrosi

“Un conto è l’abuso di alcol, un conto il suo consumo moderato e consapevole. Risulta perciò gravissima, oltre che incomprensibile, la decisione della Commissione UE che, nonostante il voto contrario del parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne dichiarano la pericolosità per la salute, equiparando un bicchiere di vino o di birra a un pacchetto di sigarette.

Il vero danno si arreca così alle Nazioni che possono vantare produzioni vitivinicole d’eccellenza, tra le quali l’Italia vanta una tradizione e un’esperienza di primo piano, e all’interno dell’Italia un danno ulteriore ricade sulle zone a più alta vocazione produttiva, come ad esempio il Trentino e l’Alto Adige.

Il vino rappresenta un patrimonio della nostra cultura e tradizione eno-gastronomica. L’Italia è tra l’altro il principale produttore ed esportatore mondiale di vino: dei 14 miliardi di fatturato generato, oltre la metà arriva dall’estero. 

L’obiettivo di queste decisioni non è informare il consumatore ma come sempre tentare di condizionare le persone ingenerando l’idea che il vino provochi gli stessi risultati per la salute di distillati ad altissima gradazione, o anche che sia meglio utilizzare bevande iper-processate prodotte da poche multinazionali. Del resto, cosa ci si può attendere da chi preferisce le cavallette al nostro vino? Ma difendere la qualità dei nostri prodotti è invece per noi un dovere e un imperativo assoluto!

Solo le bugie nuocciono gravemente alla salute fisica, mentale ed economica. La soluzione si chiama buon senso! Si al vino Italiano!  No alle etichette fuorvianti!”.

Lo dichiara Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d’Italia.

Secolo Trentino