Politica locale

L’Ice Rink di Pinè diventa un regolamento dei conti leghista?

Venerdì il Presidente del CONI Malagò sarà a Trento per annunciare i possibili interventi di consolazione previsti per il Trentino dopo la “revisione” di alcuni siti olimpici dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026.

Baselga di Piné riceverà probabilmente il “contentino” di diventare Centro Federale per il tiro con l’arco, rinunciando con tutta probabilità a ospitare alcune gare, ovvero quelle del pattinaggio. Malagò, affiancato dal Presidente della Federazione Ghiaccio Andrea Gios e della Federazione del Tiro con l’Arco Mario Scarzella annuncerà questo a Trento e il Sindaco (leghista) di Piné Alessandro Santuari non può far altro che prenderne atto.

Tutto ciò ovviamente è un boomerang che si ripercuote anche sul Presidente (leghista) della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti che, insieme all’Assessore (leghista) con delega allo Sport Roberto Failoni, dall’estate 2019 ha premuto ininterrottamente per inserire alcune sedi trentine all’interno dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina chiedendo il pattinaggio di velocità per Baselga di Piné.

La Provincia aveva destinato fondi ingenti (si parla di circa 60 milioni di euro per l’Oval coperto) e aveva assicurato la massima protezione politica della sede trentina. Invece, alla fine, non sarà nulla di tutto questo, con lo stesso Segretario della Lega Matteo Salvini che ha dato una sostanziale disponibilità a dirottare il pattinaggio di velocità su Torino con tanto di tacito “placet” di Fugatti al termine dell’incontro tenutosi a Milano presso la sede della Fondazione creata ad hoc per i giochi olimpici e che ha visto la modifica dello Statuto e del CdA. Beninteso, Fugatti non ha nei fatti detto che il Trentino rinuncerà alle gare, ma ha fatto capire che le basi per trovare un accordo ci sono, mettendo sull’ara sacrificale Baselga di Piné. Ma anche la trasformazione di Baselga in centro federale per il tiro con l’arco è problematica: a detta del Sindaco Santuari, per avere campi coperti e scoperti per il tiro servirebbero altri 15 milioni di euro, da aggiungere ai 15 ulteriori per la ristrutturazione della pista di pattinaggio e 16 per parcheggi e opere di accesso e viabilità. Quindi da un lato ci sono circa 30 milioni per il tiro con l’arco e il completamento della pista, dall’altro circa 100 milioni dati dalla somma del piano “nuovo Ovai”, delle opere infrastrutturali e della pista di pattinaggio.

La situazione si rende ancor più incandescente se si paventa la possibilità che Baselga di Piné chieda che entrambi gli investimenti vengano comunque sostenuti, anche senza gare olimpiche sul territorio, dopo che per tre anni sono stati sbandierati e garantiti.

Nei fatti, una bomba piazzata sotto la sedia di Maurizio Fugatti, che si trova da un lato a dover accontentare le richieste della politica romana e di Matteo Salvini, dall’altro a dover difendere a spada tratta la sua comunità territoriale che, peraltro, torna al voto a ottobre 2023. Sicuramente c’è dietrologia, ma chissà che non ci sia qualche vendetta in corso per la vicinanza eccessiva di alcuni esponenti della Lega trentina nei confronti di Luca Zaia, Presidente (leghista) del Veneto e considerato principale contendente di Matteo Salvini nella corsa alla segreteria della Lega, specie in virtù del flop elettorale del Carroccio alle scorse elezioni. Sicuramente, la vicenda di Baselga di Piné rappresenta una grave ferita in quasi cinque anni di mandato di Maurizio Fugatti, che dovrà saper risolvere con intelligenza e astuzia.

Secolo Trentino