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Sciopero benzinai. Messina (FDI): “E’ pretestuoso, non c’è un motivo valido anche perché il prezzo della benzina è al di sotto dei 2 euro”

Manlio Messina, vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus per parlare, tra le varie, dello sciopero dei benzinai e dell'arresto del boss mafioso, Matteo Messina Denaro.

Manlio Messina, vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus per parlare, tra le varie, dello sciopero dei benzinai e dell’arresto del boss mafioso, Matteo Messina Denaro.

Messina ha esordito rispondendo alla domanda: “I benzinai hanno accusato il governo di essere in confusione“: “Non siamo in confusione, abbiamo fatto un progetto chiaro -ha affermato Messina-. Abbiamo definito in maniera trasparente quali erano le nostre priorità. Poi qualcuno ha fatto una polemica in malafede sul fatto che il governo avrebbe accusato i benzinai di speculare sui prezzi. Il fatto che qualcuno speculi non significa che bisogna condannare tutta la categoria. Se qualcuno vuole intendere necessariamente che ci riferiamo a tutta la categoria è in malafede. Noi abbiamo fatto un riferimento a pochi. Secondo me lo sciopero è pretestuoso, è un diritto, ma secondo me non c’è un motivo valido anche perché il prezzo della benzina rimane al di sotto del valore di marzo quando il prezzo superò i 2 euro e il governo precedente tagliò le accise. Ad oggi il prezzo è fermo alla media europea, stiamo monitorando l’andamento del prezzo e se si dovesse verificare quello che si è verificato a marzo siamo pronti ad intervenire. Il tema è sicuramente quello delle accise, bisognerà fare un intervento strutturale negli anni, è quello che il governo proverà a fare nei prossimi 5 anni. Ad oggi torniamo a mantenere un prezzo per fortuna abbastanza calmierato, certo fuori prezzo, ma è nella media degli ultimi 10 anni. Il confronto con i benzinai continua, qualsiasi intervento deve essere condiviso con gli attori del settore. Il governo è pronto ad ascoltare tutti, a recepire suggerimenti, ma è anche un governo pronto a intervenire”.

Proseguendo l’esponente di Fratelli d’Italia si è soffermato sull’arresto di Matteo Messina Denaro: “Da siciliano sono molto felice di quanto accaduto, sono fermamente convinto che questo sia un risultato che lo Stato porta a casa e non dobbiamo abbassare la guardia perché questa è una mafia diversa rispetto a quella degli anni 70-80, è una mafia che guarda ai grandi appalti, al traffico della droga e dobbiamo combattere fermamente questo fenomeno. Nessuno poteva immaginare che Messina Denaro fosse in giro normalmente, ha goduto sicuramente di una collusione dei suoi parenti e degli amici più stretti, speriamo che anche loro finiscano in galera e vengano buttate le chiavi. Se si è voluto far prendere? Queste sono notizie di cui non si ha conferma, si sa che è malato, ma non mi sembra sia in fase terminale. Se andiamo a vedere le carte, risulta che viaggiava, andava nei ristoranti, la normalità lo ha nascosto. Quella che si sia fatto catturare appositamente credo sia un illazione”.

Sulle intercettazioni, invece, Manlio Messina ha specificato: “So che Meloni si sente quotidianamente con Nordio. Mi sembrano polemiche stucchevoli quelle sulle intercettazioni. Fa parte del programma del centrodestra quello di regolarizzare il mondo della giustizia. Nessuno ha mai pensato di togliere l’uso delle intercettazioni, sappiamo benissimo quanto siano utili le intercettazioni, ma riteniamo che non siano utili sbandierarle ovunque sulla stampa coinvolgendo anche chi non c’entra niente con le indagini. L’importante è che siano in mano agli inquirenti, perché bisogna mettere alla gogna persone che poi vengono spesso assolte? Non serve pubblicare le indagini, l’importante è che siano lì come strumento per fare giustizia”.

Su un altro tema caldo come quello del ponte sullo Stretto: “Da siciliano dico che è assolutamente fondamentale perché noi siciliani siamo costretti ad un costo della vita esagerato rispetto alle altre nazioni. L’insularità in Sicilia che dal punto di vista romantico può essere una bella cosa, dal punto di vista economico ci costa 6 miliardi l’anno. Con il Ponte potremmo avere un risparmio di 6 miliardi l’anno. Credo che sia ingiusto pagare 600 euro per andare a Roma. La merce per arrivare in Sicilia costa molto di più e la merce per uscire dalla Sicilia costa molto di più. Se i siciliani avessero il ponte avrebbero pochi rivali in molti settori”.

Infine, concludendo, Messina si è espresso anche sull’autonomia delle Regioni: “E’ il cavallo di battaglia della Lega, ma lo abbiamo condiviso nel programma elettorale. Credo che queste riforme, come il presidenzialismo, vadano di pari passo e debbano camminare insieme. L’autonomia  differenziata deve consentire a tutte le Regioni di avere un equilibrio chiaro, se applicata con criteri seri e obiettivi colmerà la distanza tra nord e sud”.

Secolo Trentino