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Fine Reddito di Cittadinanza. Per l’ex presidente Inps, Tridico: “sussidio può anche sparire, ma i poveri non spariscono”

L'ex presidente Inps ha esordito parlando delle proteste contro la cancellazione del Reddito di cittadinanza: "Era prevedibile. La fine l Rdc è stata annunciata da tempo, ma sorprende che fino ad oggi non si sia fatto nulla a livello di percorsi di formazione p

Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Fino a qui tutto bene”, condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus per parlare, tra le varie, della cancellazione del Reddito di Cittadinanza.

L’ex presidente Inps ha esordito parlando delle proteste contro la cancellazione del Reddito di cittadinanza“Era prevedibile. La fine del Rdc è stata annunciata da tempo, ma sorprende che fino ad oggi non si sia fatto nulla a livello di percorsi di formazione per coloro che sono considerati occupabili. Finché in un Paese civile non ci sono opportunità di lavoro, la Costituzione sancisce che lo Stato si debba prendere cura delle persone che non hanno lavoro. Una persona senza soldi non ci può stare, questo in un Paese ricco è un principio sacrosanto che ormai fa parte dei diritti fondamentali della persona. Il mercato crea residui umani e ambientali, come dice Papa Francesco, e di questi bisogna prendersi cura, è un principio che con il Rdc era passato, anche se ultimi in Europa. Non funzionavano bene le politiche attive, ma perché allora non ci siamo concentrati su questo? Anziché fare come per il topo: togliere il formaggio così il topo scappa. Io non voglio un sud da cui le persone sono costrette ad andare via. Il Rdc è un provvedimento che agisce dove non ci sono posti di lavoro o dove c’è maggiore povertà, non lo scopriamo oggi che questa situazione è più diffusa al meridione. Il problema della questione meridionale mica lo scopriamo oggi. E’ un’offesa gravissima dire che il Rdc va soprattutto al sud perché ci sono i furbetti. Il Rdc ha completato il welfare. Prima al sud i poveri vivevano di espedienti, a volte usavano impropriamente le misure di disoccupazione e adesso accadrà lo stesso. Prevedere l’assegno di inclusione soltanto per anziani, disabili e minori è ridondante perché per queste persone abbiamo l’assegno di invalidità, l’assegno unico e l’assegno sociale. Possiamo aumentare questi strumenti, ma non possiamo pensare che solo l’invalido sia povero. I primi a saltare dal Rdc sono proprio i lavoratori poveri che magari prendono 300 euro al mese e siccome sono occupabili gli togliamo il sussidio? Il sussidio può anche sparire, ma i poveri non spariscono”.

Riguardo all’arrivo degli sms dell’Inps sulla sospensione del rdc invece, Pasquale Tridico ha specificato: “L’Inps comunica sempre in modo cauto e non mi sento di prendermela con l’Inps. Era una cosa attesa da 7 mesi. Quello che si doveva fare in questi 7 mesi, da parte del governo, era fare in modo che la presa in carico ai servizi sociali partisse prima. Non è stato costruito nulla di alternativo per quelle 600mila persone. Il messaggino è la consapevolezza della realtà. Ma se ci fosse già stata la presa in carico, l’attivazione della piattaforma, sarebbe stato diverso. Il Mef non ha ancora emanato i decreti attuativi per l’attivazione della piattaforma”.

Sulla proposta di FDI di una commissione d’inchiesta sul suo operato, l’ex Presidente Inps ha concluso: “L’Inps al suo interno ha la Corte dei Conti, gli ispettori del Mef e del Lavoro e altri organi di vigilanza. Ci sono dei controlli interni… Se l’accusa è che io abbia rubato qualcosa o corrotto, si tratta di un’accusa che ha rilievo penale e io sto prendendo provvedimenti, mi riservo azioni legali contro possibili diffamazioni. Una bella commissione d’inchiesta la farei contro 100 miliardi di evasione. La commissione contro Tridico è ridicola, io non ho nulla da temere, sono stato l’unico ad aver creato una commissione anti-frode. Legittimo che a FDI non piacciano le mie idee, ma le idee si contrastano con gli argomenti. Io ho criticato la Carta Dedicata a te dicendo che mi sembra una lotteria, perché i sindaci chiamano i beneficiari a casa per andare a ritirare la carta. E’ una lotteria più che una politica di contrasto all’evasione”.

Secolo Trentino