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Migranti. Per l’europarlamentare Bartolo(PD): “frontiere vanno controllate, ma non difese come se un Paese fosse in guerra”

Pietro Bartolo ha esordito parlando di Lampedusa e della questione migranti: "Dobbiamo organizzarci, dobbiamo renderci conto che un fenomeno strutturale non è più un fatto emergenziale.

Pietro Bartolo, medico e europarlamentare del Partito Democratico, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Fino a qui tutto bene” condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus per parlare della delicata questione dei migranti.

Pietro Bartolo ha esordito parlando di Lampedusa e della questione migranti: “Dobbiamo organizzarci, dobbiamo renderci conto che un fenomeno strutturale non è più un fatto emergenziale. Sono 30 anni che lo trattiamo come emergenza, ma è un fatto strutturale determinato dal grande disagio che l’Africa vive e che è stato determinato dal mondo occidentale, ma anche dalla Cina, da chi ha scambiato il continente africano come un grande ipermercato. E anche i cambiamenti climatici stanno incidendo molto in questi ultimi tempi. L’Europa siamo tutti noi, sicuramente tutti gli Stati membri hanno responsabilità, soprattutto quei Paesi nazionalisti che parlano addirittura di blocchi navali. Le frontiere vanno controllate, ma non difese come se un Paese fosse in guerra. Noi non siamo in guerra contro questi poveri disgraziati che scappano dalle guerre, dalla miseria, non siamo minacciati da bambini di 5 mesi che muoiono. Bisogna affrontare questo fenomeno con intelligenza, razionalità e anche con umanità”.

Proseguendo invece, l’europarlamentare del PD si è soffermato sull’accordo con la Tunisia, concludendo: “E’ un accordo scellerato e immorale, che oltretutto non funziona. E’ inutile fare propaganda, slogan o dire, come ha fatto la Von der Leyen, che questo accordo è da replicare con altre nazioni. Sono accordi che non funzionano, come dimostrano quelli fatti con la Turchia e con la Libia. Si tenta di lavarsi le mani, facendo fare il lavoro sporco agli altri, ma così ti lavi le mani e ti sporchi la coscienza”.

Secolo Trentino