Pippo se n’è andato, nel silenzio e nella discrezione in cui viveva da anni, quasi dimenticato. Passeranno i giorni del peana, si poserà la polvere e il balengo mondo dello spettacolo italiano tornerà a tacere.
Emergono i ricordi. Verso la fine degli anni sessanta, sugli schermi televisivi, si affaccia un trentenne spilungone; non era uno sconosciuto totale, ma la ribalta che gli era stata offerta lo lanciò definitivamente. Si trattava del programma “Settevoci”, competizione per indovinelli musicali, che in seguito il presentatore dirà ispirato a “Il Musichiere”: clamoroso successo del primo decennio RAI, presentato dal romano Mario Riva, un personaggio di grande carisma ( precocemente scomparso nel 1960, causa una caduta per una buca non segnalata, all’Arena di Verona).
E’ subito chiaro che Giuseppe Baudo, da Militello (Catania) ha classe e cultura. Figlio unico di un avvocato e possidente, si diletta a suonare il piano e parla francese, come ha imparato a fare durante gli anni dell’impeccabile educazione ricevuta; si laurea in legge assecondando il desiderio paterno, ma seguirà poi la sua vocazione iniziando a condurre piccoli intrattenimenti locali, fino a spiccare il volo a Roma.
E’ l’inizio di una sfolgorante carriera che lo porterà a condurre a tutto campo: Festival di Sanremo, “Domenica in”, “Fantastico” serate di gala, direttore artistico del teatro di Catania e tanto altro.
Inevitabile è il paragone con i colleghi coevi, tutti di qualche anno maggiori di lui, che era del 1936. Enzo Tortora, di pari eleganza, che avrà la strada sbarrata da disavventure personali ( Baudo, durante le traversie giudiziarie, gli esprime solidarietà); Mike Bongiorno, specializzato in quiz, ma anche, a sua volta, conduttore di Sanremo più volte, incline a qualche caduta di stile nel linguaggio e nel comportamento; Corrado, sornione ed eclettico. Altri affiancamenti ci paiono già meno calzanti, per esempio a Raimondo Vianello: attore e comico, prima che presentatore con l’indimenticabile moglie Sandra Mondaini.
Pippo, sempre impeccabilmente abbigliato, lancerà tanti volti nuovi in ogni campo: ricordiamo, a titolo di esempio, Lorella Cuccarini e Beppe Grillo. Proprio quest’ultimo gli causerà grattacapi durante un “Fantastico”, con una battuta sulla presunta disonestà dei socialisti ( che Pippo assicurava non concordata). Attaccato da quella parte politica, che lo bollerà di gusto “nazionalpopolare”, Baudo segue Mike e Corrado a Mediaset, allora Fininvest, che però non è la sua acqua e dove ebbe sempre come nemico giurato Maurizio Costanzo: tornerà in RAI, più in spolvero di prima, e spopolerà ancora per un decennio.
Va pur detto che, negli ultimi anni della sua marcia trionfale, Pippo era diventato un filo opprimente, maniaco del controllo: interrompeva gli ospiti, toglieva loro la parola, invadeva le inquadrature, stava forse troppo dappertutto e metteva il cappello su ogni celebrità, tanto da suscitare il tormentone “L ho inventato io!”.
Nel frattempo le cronache rosa non lo avevano disdegnato. Dopo un breve matrimonio con Angela Lippi e la nascita della figlia Tiziana, nel 1970, che lo ha reso nonno, egli avrà relazioni con donne impegnate, o famose o desiderose di diventarlo: Maria Grazia Grassini recitò con Carmelo Bene a seno nudo e Pippo ruppe per il disappunto; Adriana Russo, starlet rampante ma mai sbocciata, cedette il passo ad Alida Chelli, ex moglie di Walter Chiari; e Alida, a sua volta, dovette arrendersi alla passione col super soprano Katia Ricciarelli, sposata con una cerimonia molto glam nel 1986: molto desiderati dei figli che non arrivarono, dopo un aborto spontaneo e fine storia nel 2004. Nel frattempo era spuntato, però, un figliolo “extra”, nato dalla relazione con una signora sposata che, al tempo, nel 1962, Pippo non poteva riconoscere. Nel 2000, con la prova del DNA, viene ufficializzata la paternità di Alessandro, che ha fatto di Pippo un bisnonno.
L’ultimo passaggio di un qualche rilievo in televisione fu “Novecento”: ma ormai il “bon ton” televisivo non pagava più. Benché Pippo avesse introdotto un pizzico di trasgressione nelle sue passerelle ( come il trans Ru Paul) e lui stesso si fosse dedicato a un temerario bacio sulla bocca con Augusto Dal Noce, in realtà si percepiva il suo disagio sugli schermi del terzo millennio; protestò di non aver mai fatto parte di gruppi di potere, polemizzò con Michele Santoro, che accusava di “fare la vittima” e si disse arcistufo dei programmi di cucina; quanto ai reality e simili, il suo disgusto non avrebbe potuto essere maggiore.
I programmi ideati e condotti da Pippo erano come abiti di buona fattura: cuciti per durare, dove stare comodi e freschi, tutti, da cui la polemica rozza era esclusa e la volgarità bandita. Le lamentazioni odierne sulla perdita di un professionista come lui dovrebbero ricordare anche questo.
Carmen Gueye

