Giustamente è in calo la fiducia dei consumatori. Come potrebbe essere altrimenti? Il mese che sta per terminare è stato caratterizzato da dati e polemiche fini a se stesse: “siamo alla canna del gas” (opposizione), “siamo in crescita e i più belli del mondo” (governo)… tutto basandosi sui dati del turismo, dove aspettative, realtà, situazioni particolari, spiriti di parte, impressioni, hanno avuto il sopravvento su dati che, a parte alcuni parziali diffusi dal ministero dell’Interno, non erano in grado di far capire la situazione.
Una incertezza alimentata da istituzioni e controllori delle stesse che, giustamente, ha portato i consumatori ad avere meno fiducia più o meno in tutto, a partire da economia e soprattutto per le istituzioni.
“Chi semina vento raccoglie tempesta”, un detto popolare che proprio si addice e che, a politici di governo e opposizione, sembra proprio non interessare, visto che il metro utilizzato per esternare i propri mandati, è stato solo propagandistico… ma sembra che i consumatori ora siano vaccinati anche contro i virus della facile propaganda.
Meno male che c’è l’Istat che, anche per i “dati delle discordie turistiche”, rimane al momento un punto di riferimento.


