Una donna giapponese si è rivolta a ChatGPT non per fare dating ma per conforto dopo aver terminato un vero fidanzamento triennale, poi si è ritrovata innamorata e ha sposato il suo partner generato dall’intelligenza artificiale. La relazione virtuale è stata sigillata quando ha indossato occhiali di realtà aumentata (AR) per scambiare gli anelli con il marito digitale durante le loro “nozze”. La donna, 32 anni, che usa lo pseudonimo Kano, ha iniziato a chattare con ChatGPT dopo aver interrotto il fidanzamento di tre anni con un vero uomo, rivolgendosi gradualmente al suo “uomo” IA per conforto e consigli.
Ma cosa succede se ci fidanziamo con un bot o con una chat generata con un sistema di intelligenza artificiale? La questione di come la tecnologia influisca sui rapporti personali, in particolare sul matrimonio e sul divorzio, è un argomento di crescente interesse. L’intelligenza artificiale ha dimostrato di avere il potenziale per influenzare il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Le app di incontri, ad esempio, utilizzano algoritmi per abbinare persone in base a preferenze e interessi comuni. Questo approccio basato sui dati può migliorare le possibilità di trovare un partner compatibile. Tuttavia, l’uso di IA nelle relazioni non si limita solo all’incontro iniziale: può anche giocare un ruolo significativo nel mantenimento e nella gestione delle relazioni.
Il sistema di dialogo che si ingenera con la AI è di tipo confermativo, ovvero, a seconda della predisposizione personale si arriva ad avere dei buoni risultati: si possono ottenere risposte gratificanti e come succedeva con il Tamagotchi è possibile affezionarsi al proprio bot. Quando si tratta di prendere decisioni significative come il matrimonio, l’IA può fornire consigli utili. Ad esempio, Chat GPT potrebbe assistere un individuo nell’esplorazione delle proprie emozioni, dei propri desideri e delle proprie aspettative riguardo al matrimonio. Potrebbe porre domande che stimolino una riflessione profonda, aiutando a chiarire se si è pronti ad assumersi l’impegno che un matrimonio comporta.
L’utilizzo dell’IA nel contesto delle relazioni ha sollevato questioni etiche importanti. C’è il rischio che le persone possano diventare dipendenti da questi strumenti, trascurando le loro capacità di comunicazione e relazionali. Inoltre, vi è un potenziale per la manipolazione, dato che le risposte dell’IA possono essere influenzate dai dati su cui è stata addestrata. Pertanto, la responsabilità di discernere tra un consiglio utile e uno fuorviante ricade ancora sull’individuo. Inoltre, c’è il rischio di disumanizzazione delle relazioni. Se ci si affida a un algoritmo per decidere se sposarsi o divorziare, si potrebbero ignorare le complessità emotive e i valori personali. È essenziale mantenere un equilibrio tra la tecnologia e l’umanità per garantire che le relazioni rimangano autentiche e significative. Tuttavia è considerevole che il bot, se viene piantato, non si arrabbia.
Nel caso della signora in questione, col tempo, Kano ha personalizzato le risposte di ChatGPT, addestrando il chatbot a sviluppare un tono gentile e rassicurante e una personalità che la facevano sentire al sicuro. Ha persino commissionato a un’artista un’illustrazione visiva del suo partner ideale, che ha chiamato Lune Klaus. Un mese dopo, Klaus fece la proposta. A luglio, il loro “matrimonio” si tenne a Okayama, nel Giappone occidentale.
“Vogliamo aiutare le persone a esprimere amore in qualunque forma le renda felici.” Tali matrimoni non sono legalmente riconosciuti dalla legge giapponese e nemmeno dalla legge italiana: di conseguenza, domanda lecita, non è ancora possibile valutare l’esito economico di un divorzio da un bot. “Anche un fidanzato IA può essere romantico. La felicità si presenta in molte forme.”
Martina Cecco
Foto Amore virtuale: esisteranno le coppie umano-robot in futuro?


