Crisi in Medio Oriente: escalation regionale o rischio guerra più ampia?

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Dal 28 febbraio 2026 l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran ha superato la soglia della deterrenza: raid su obiettivi in Iran e in Libano, tensione crescente sulle rotte energetiche e rischio di incidenti in mare. I media iraniani hanno confermato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei nei bombardamenti, mentre Washington valuta misure operative per proteggere il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

Il presidente USA Donald Trump ha annunciato che, “se necessario”, la marina statunitense potrebbe mandare scorte alle petroliere, segnale che la crisi sta già impattando sui costi di trasporto e sul rischio percepito dagli armatori.

Sul fronte europeo, Emmanuel Macron ha parlato di rafforzare la sicurezza delle rotte marittime essenziali e di promuovere una coalizione per proteggere traffici e approvvigionamenti, mentre Parigi dispiega assetti navali nell’area.

La domanda di fondo, però, è una: siamo davanti a una “faida” regionale destinata a rientrare, o all’anticamera di un conflitto più vasto in cui energia, logistica e mercato (oltre alla geopolitica) diventano detonatori?

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Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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