In un Paese Civile i giudici saltellanti e cantanti, autori del teatrino messo in piedi in una sacralità laica, com’è il palazzo di Giustizia, oggi sarebbero in Tribunale; però dall’altra parte della sbarra. Meraviglia il constatare, a 3 giorni dal miserabile ed increscioso fatto, come il Presidente del CSM, ovvero il figlio di Bernardo nonché inquilino del Colle, non abbia sollevato nessuna obiezione in quella che, alle persone di buon senso, sia parsa come la sera degli sciacalli. Sergio Mattarella, di fatto, non ha detto una sola parola; non vorrei che un paio di saltellini li abbia fatti pure lo scalpo bianco del Quirinale. Sciacalli, capaci di sbranarsi pure tra di loro tant’è che, un minuto dopo la fine dello spoglio, abbiano improvvisato un comizio, dai toni elettorali, in quel di Roma. Presente la nomenklatura al completo: la Elly con al seguito l’immancabile armocromista, in compagnia dei fedeli palafrenieri Bonelli e Fratoianni, mentre s’affrettava a salire i gradini del palco il parvenu per eccellenza, quel Giuseppi da Foggia smanioso di mostrare tutta la sua smania per la cadrega di Palazzo Chigi lanciando anzitempo la propria candidatura. Amara fine, amaro in fondo in latino, la presenza del urlatore Landini in cerca di una poltrona parlamentare utile a scampare dalla rincorsa degli operai e dei contadini armati di forcone, questo meriterebbe il sindacalista della CGIL più animato verso Montecitorio agli operai fuori dalle fabbriche con la lettera di licenziamento in mano. Se il prossimo anno dovessero vincere le elezioni politiche non oso immaginare un Governo formato da questi individui da tachipirina e vigile attesa, per lo più con l’aggiunta di Renzi, forse l’unico capace nel gruppo degli scappati casa, ma impossibile pensarlo a braccetto con il resto della ciurma. Se sciaguratamente così avvenisse ci prenderanno per i fondelli pure gli eskimesi, a giusta ragione, dando ragione a Dante quando descrisse il Belpaese “dove ogni villano si crede un Marcello”. E villani sono, basta rivedere l’intervento del deputato dei pentastellati, tale Francesco Silvestri, in Aula del Parlamento: godo nel vedervi schiumare di rabbia. Un miserabile, un’azione da sciacallo tipica di chi sia privo dell’onestà intellettuale, nonché di una buona dose di cultura, per argomentare. Purtroppo ben lo sappiamo: il politically correct, come la famosa frase di Voltaire, a questi personaggi gli va bene solo quando a favore. Lo abbiamo imparato sulla nostra pelle e nella Memoria di Sergio Ramelli. Bene ha fatto l’Onorevole Galeazzo Bignami a replicare da par suo, colpendo nel segno le malefatte dei bellimbusti di sinistra, inchino ai mafiosi compreso. L’amico Marcello, dalle nuvole, avrà sorriso compiaciuto per l’intervento del figlio. Prepariamoci a vivere una brutta stagione, barra dritta, Giorgia, la ragione sta dalla nostra parte. La tachipirina e la vigile attesa dovrà attendere ancora, almeno fin quando non imbavaglieranno anche il pensiero.
Marco Vannucci

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