Dopo il blocco dell’autostrada del Brennero del 30 maggio, il tema del traffico pesante lungo l’asse alpino torna al centro dello scontro politico. I Verdi tirolesi e altoatesini rilanciano la richiesta di una politica comune dell’Euregio sul transito, chiedendo meno annunci e più misure concrete per spostare le merci dalla strada alla ferrovia.
Nei giorni precedenti alla protesta, Gebi Mair, esponente dei Verdi tirolesi, e Madeleine Rohrer, consigliera dei Verdi altoatesini, avevano scelto proprio il Brennero per lanciare un messaggio politico: il valico non può essere trattato come una somma di problemi locali separati, perché gli effetti del traffico ricadono sull’intera direttrice tra Tirolo, Alto Adige e Trentino.
Il Brennero resta uno dei passaggi alpini più delicati d’Europa. Secondo quanto sostenuto dai Verdi nel comunicato diffuso alla stampa, solo il 26% delle merci viaggerebbe su rotaia, mentre la parte principale del trasporto continuerebbe a muoversi su gomma. Da qui la richiesta di un cambio di passo: più ferrovia, più coordinamento istituzionale e una posizione comune dei territori attraversati dal traffico.
La protesta di Matrei am Brenner, che ha visto migliaia di residenti scendere in strada contro rumore, inquinamento e pressione del traffico, ha dato forza a una questione che da anni accompagna il dibattito politico lungo il corridoio del Brennero. Secondo le cronache internazionali, il blocco si è svolto senza il caos temuto, anche grazie agli avvisi preventivi agli automobilisti e alla gestione della viabilità.
Per Mair e Rohrer, però, il punto non è soltanto la protesta. Il nodo vero è il ruolo dell’Euregio. I Verdi contestano l’assenza di una strategia realmente condivisa tra Nord Tirolo, Alto Adige e Trentino, mentre il traffico continua a produrre conseguenze comuni su salute, ambiente, mobilità e qualità della vita delle comunità attraversate.
Nel comunicato vengono indicati diversi punti critici: i ritardi sulle tratte di accesso alla Galleria di base del Brennero, la controversia tra Italia e Austria sul divieto notturno dei mezzi pesanti, il sistema digitale SLOT giudicato insufficiente come incentivo al trasferimento modale, il ritardo dei terminal intermodali e la necessità di potenziare la Rollende Landstraße.
I Verdi chiedono in particolare una posizione chiara di Alto Adige, Trentino e Baviera a sostegno dei divieti settoriali per i mezzi pesanti in Tirolo, l’attivazione rapida del centro di controllo camion di Vipiteno, il rafforzamento della ROLA tra Trento e Regensburg, un tetto massimo ai transiti dei camion lungo l’asse del Brennero e una tariffazione di corridoio per i mezzi pesanti.
«Il Brennero non deve essere un confine per la politica dei trasporti, ma un compito comune», sostengono Mair e Rohrer. Una formula che riassume il senso dell’iniziativa: trasformare il corridoio del transito da terreno di scontro tra interessi nazionali e regionali a banco di prova reale della cooperazione euregionale.

