Le guardie non armate impiegate all’ospedale Santa Chiara di Trento saranno in presidio giovedì 18 giugno, dalle 10 alle 11, davanti all’ingresso della struttura. A comunicarlo è la Uiltrasporti del Trentino, che denuncia stipendi ritenuti inadeguati, turni pesanti e presunti ammanchi in busta paga.
La protesta riguarda i dipendenti della ditta Miorelli che prestano servizio all’interno dell’ospedale. Secondo il sindacato, il personale si troverebbe “tra due fuochi”: da una parte l’Azienda sanitaria, che chiede un servizio di qualità, dall’altra un contratto che, secondo la Uil, non consentirebbe di svolgere alcune delle attività richieste nella pratica quotidiana.
Il presidio sarà quindi l’occasione per fare il punto su una situazione che il sindacato considera ormai non più sostenibile. La Uiltrasporti annuncia anche che, da venerdì, le guardie non armate potrebbero limitarsi alle sole mansioni previste dal proprio inquadramento contrattuale.
In concreto, secondo quanto comunicato dal segretario generale Nicola Petrolli, il personale si limiterà alle attività strettamente riconducibili al mansionario di categoria: presidio, controllo delle distanze, apertura e chiusura delle porte e gestione ordinaria degli accessi. Verrebbe invece meno quel supporto informale che, secondo il sindacato, fino a oggi avrebbe contribuito al lavoro quotidiano del personale sanitario, in particolare nelle situazioni di tensione che possono verificarsi anche al Pronto soccorso.
La vertenza tocca un tema delicato: il ruolo del personale non armato nei luoghi sensibili, soprattutto negli ospedali, dove sicurezza, gestione degli accessi e supporto operativo si intrecciano con il lavoro sanitario. Proprio per questo la Uil chiede attenzione sulle condizioni economiche e organizzative di lavoratori che, pur non appartenendo al comparto sanitario, operano ogni giorno in un contesto complesso.

