ABUSIVISMO EDILIZIO : L’ITALIA FRANA, IL PARLAMENTO CONDONA

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Si è tenuto pochi giorni fa a Roma, il 20 febbraio, il convegno di Legambiente che mira a mettere in luce un problema che oramai affligge da decenni l’Italia : l’abusivismo edilizio. L’incontro, intitolato per l’appunto “ Abusivismo edilizio : l’Italia frana, il Parlamento condona “ ha di mettere in luce questo tema diventato oramai una piaga nel nostro paese che non conosce crisi. Dal dopoguerra in poi la costruzione abusiva di abitazioni si è sviluppata in tutta la penisola, che si trattasse di prime o seconde case poco importava, il boom edilizio era iniziato:  gli edifici sorgevano dalla sera alla mattina, soprattutto nelle periferie delle città, creando veri e propri quartieri, come noi li vediamo oggi.

Il problema che vuole denunciare Legambiente con il dossier pubblicato e presentato al convegno è che tutt’oggi la costruzione abusiva è ancora in atto : sarebbero infatti 26.000 gli immobili illegali sorti durante il 2013, quindi oltre 13% delle nuove costruzioni. Si parla dunque di 1 casa su 10, solo nel 2013 : questi edifici oltre a non rispettare le norme di urbanizzazione, non considerano neanche quelle di sicurezza perché le abitazioni potrebbero sorgere sopra falde acquifere superficiali, zone franose, a rischio di smottamento o in zone ad elevato rischio sismico. Il primato per quanto riguarda l’abusivismo lo conquista la regione Campania, con 175 mila immobili abusivi e dove il fenomeno,oramai così vasto, è riuscito ad arrivare anche nelle zone limitrofe a Pompei, con la costruzione di 3 villette proprio a ridosso degli scavi. Gli edifici costruiti abusivamente per legge andrebbero abbattuti, ma raramente i comuni mettono in atto le procedure di abbattimento richieste, nascondendosi dietro l’alibi economico : infatti la mancanza di fondi non permette di far fronte alle spese di abbattimento e quindi il fenomeno continua. Napoli è la città con maggior numero di ordinanze di demolizione emesse : sono ben 16.837 i provvedimenti ma solo 710 sono stati portati a termine, pari a un bassissimo 4%. Ad aggiungersi all’inerzia della pubblica amministrazione in Italia ci sono stati fino ad oggi tre condoni edilizi ( 1983-1994-2003 ) e ne è appena stato approvato un altro il ddl falanga con 189 si, 61 no e 7 astenuti. Legambiente si batte per ricordare che abbattere un immobile abusivo non è una facoltà ma bensì un dovere delle amministrazioni comunali secondo il Dpr 380/2001, il Testo unico sull’edilizia. Purtroppo secondo un altro dossier pubblicato dall’associazione, solamente 55 comuni nel 2013 hanno dichiarato di aver avviato procedure di delocalizzazione e nell’ultimo decennio si sono edificate abitazioni in aree esposte a pericolo frane e alluvioni in ben 186 comuni. In questi ultimi decenni, l’Italia ha assistito a frane, alluvioni e altri cataclismi che hanno raso al suolo e spazzato via case e beni culturali, ma soprattutto vite umane : alcune di questi disastri, molto probabilmente, potevano essere evitati o almeno circoscritti se si fossero rispettate le norme edilizie previste dalla legge. “Sarebbe un importante indice di responsabilità”  ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente “ approvare la proposta di legge Realacci sulle demolizioni, già presentata allo scadere della XVI legislatura al Senato da Ferrante e Della Seta e alla Camera da Realacci e Granata, che giace in attesa di essere calendarizzata alla Camera dal marzo dello scorso anno. Il Parlamento italiano darebbe un segno concreto di vicinanza a quanti, sindaci, magistrati, prefetti fanno ogni giorno con onore il proprio mestiere, spesso isolati, osteggiati, minacciati” e aggiunge “ La prima ondata di provvedimenti si concentrava esplicitamente sulla volontà di ottenere per la Campania la riapertura dei termini dell’ultimo condono edilizio, quello del 2003. I più recenti hanno invece puntato la mira sulle Procure, provando a ostacolarne, se non addirittura a paralizzarne, l’attività in materia di antiabusivismo. Ai membri della Camera dei deputati  oggi rilanciamo il nostro appello, perché non siano complici dei paladini degli abusivi”. Durante il 2013 sono stati 12 gli interventi di demolizione edilizia censiti da Legambiente e nella maggior parte dei casi si trattava di immobili privati, ville costruite in riva al mare ma anche ubicati nei parchi o in aree protette. L’associazione ha dunque indetto una campagna per restituire alla nostra bella Italia i luoghi violati : “ Abbatti l’abuso” (http://www.legambiente.it/abbattilabuso )a cui hanno aderito  il Consiglio Nazionale dei Geologi, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Libera e Avviso Pubblico.

Cecilia Capurso

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