BERLATO: INTOLLERABILE TRAFFICO ILLEGALE DI ANIMALI DALL’EST EUROPA

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Sergio Berlato (PPE – FI): “Altri 220 cuccioli caricati e stipati su un furgone Iveco, che viaggiavano dall’Ungheria verso Caserta in condizioni igieniche pessime e fortunatamente intercettati mercoledì scorso dalla Polizia stradale sull’autostrada A13. Mi domando per quanto tempo dovremo ancora sopportare il traffico di cuccioli, e di animali in genere dall’Est”.

Lo dichiara Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo per il Ppe/Fi,, che aggiunge: “Molti di questi cuccioli di varie razze, peraltro di età compresa tra i due e i tre mesi e quindi nemmeno trasportabili per legge, al momento del controllo avevano difficoltà respiratorie e gli stessi documenti sanitari non erano in regola”.

“Io stesso in questi anni – precisa l’on. Sergio Berlato- ho più volte sottoposto la questione alla Commissione europea, sottolineando come il traffico di animali destinati alle adozioni sia un fenomeno che sta assumendo dimensioni di assoluta rilevanza nei confini dell’Ue, e se da un lato tale fenomeno viene presentato come frutto della solidarietà e con ampie ricadute di utilità sociale, dall’altra cela evidenti rischi di natura sanitaria, sociale, ed economica”.

“Non possiamo fare finta di non sapere- ricorda il deputato europeo-  che come in quest’ultimo caso mancano i controlli su questi animali, spesso trasportati da una parte all’altra del nostro continente, senza alcuna garanzia sanitaria”. “Il che comporta- ancora l’on. Sergio Berlato- che gli stessi siano trasferiti con potenziali patologie virali, batteriche e parassitarie, spesso con rischio di diffusione anche verso gli esseri umani. “Vi sono poi implicazioni di natura sociale – continua il deputato europeo – come la proliferazione in questo ambito, quanto meno sospetta, di associazioni prive di finalità di lucro, la cui presunta utilità sociale consente loro di accedere a fonti di finanziamento di vario genere, compresi i fondi europei”.

“Non va infine sottovalutato- ricorda l’on. Sergio Berlato – che questi animali da compagnia non correttamente socializzati sono esposti a fortissimi rischi di problematiche comportamentali che finiscono per interessare più o meno direttamente le istituzioni pubbliche e la società civile, con ricadute in termini di contenziosi legali, danni a cose e persone, necessità di assistenza sanitaria”.  “Inoltre- conclude il deputato europeo-le adozioni da altri stati sostituiscono quelle dei cani disponibili in loco, lasciando questi ultimi a carico delle rispettive collettività”.

 

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