Boom di auto elettriche: l’Italia segna un nuovo record nel 2018

La transizione verso una mobilità più sostenibile è in corso da tempo anche fra le cooperative considerato che – sottolinea Uecoop -  può accadere di partecipare a gare d’appalto i cui si prevedono punteggi aggiuntivi per chi usa mezzi di trasporto a basso impatto inquinante

Crescita record del 34,8% per le auto ibride elettriche in Italia con un aumento di oltre 22mila veicoli toccando gli 85.961 veicoli venduti nei primi 11 mesi del 2018 contro i 63.787 dello stesso periodo dell’anno scorso.

E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop sui dati delle immatricolazioni in Italia in relazione alla discussione sulla ecotassa per auto non elettriche all’interno della manovra di bilancio.

La transizione verso una mobilità più sostenibile è in corso da tempo anche fra le cooperative considerato che – sottolinea Uecoop –  può accadere di partecipare a gare d’appalto i cui si prevedono punteggi aggiuntivi per chi usa mezzi di trasporto a basso impatto inquinante.

Ma la nuova mobilità comporta investimenti che per una piccola azienda o per una famiglia possono essere difficili da affrontare – afferma Uecoop – per questo è necessario stanziare risorse per incentivare il cambio più che istituire nuove tasse per scoraggiare il trasporto tradizionale che continua a rappresentare l’85,8% del totale delle immatricolazioni registrate dall’inizio del 2018 alla fine di novembre.

Il freno principale ai mezzi ibridi è – evidenzia Uecoop – il loro maggior costo rispetto a quelli a benzina e diesel, mentre per quelli totalmente elettrici la difficoltà maggiore risiede nell’assenza di un’estesa e capillare rete di colonnine di ricarica, un problema non indifferente – conclude Uecoop – se si usa il mezzo per fare consegne, trasportare persone o spostarsi con frequenza nello stesso giorno su tragitti più o meno lunghi”. “La transizione verso auto elettriche o ibride – evidenzia Uecoop – è un processo che deve essere progressivo e non traumatico soprattutto per bilanci di famiglie e imprese che ancora risentono – conclude Uecoop – degli effetti negativi della grande crisi di dieci anni fa”.