Consumi, Coldiretti: “Sono le uova la maggior crescita degli acquisti (+17,2%)”

Con un balzo record del 17,2% sono le uova a far registrare la maggiore crescita degli acquisti secondo la Coldiretti basandosi sui dati Ismea relativi ai primi nove mesi dell’anno.

Sul podio salgono, seppur a distanza, anche gli agrumi che crescono dell’8,3% spinti dalle riconosciute proprietà salutistiche ed antinfluenzali e lo spumante che aumenta del 7,8% perché è diventato un prodotto di consumo quotidiano non più ristretto al festeggiamento delle ricorrenze.

A spingere il grande ritorno delle uova è l’ottimo rapporto prezzo qualità riconosciuto dagli ultimi studi secondo i quali le uova sono un alimento sano, equilibrato e “taglia grassi” adatto al controllo del peso di individui, sostiene la Coldiretti.

La Coldiretti poi punta il dito contro la diceria sulle uova dannose per il fegato. Al contrario, questo tipo di alimento contiene sostanze utili per il buon funzionamento delle cellule epatiche, come gli aminoacidi epatoprotettori come metionina e colina e una sostanza come l’inositolo utile in particolare per chi soffre di fegato grasso.

Con l’aumento della domanda diventa sempre più importante, però, garantire la trasparenza del Made in Italy del prodotto e per il 2019 le risoluzioni approvate dalla Commissione Agricoltura della Camera prevedono la timbratura di origine obbligatoria direttamente in allevamento. Ad oggi viene applicato sul guscio un codice alfanumerico che contiene le informazioni sulla provenienza dell’uovo e metodi allevamento adottato ma è difficilmente interpretabile dai consumatori e per questo verrà applicata una indicazione più chiara.

Negli ultimi 30 anni i consumi nazionali di uova sono aumentati raggiungendo la cifra record di 13 miliardi di pezzi l’anno che significa una media di circa 215 uova a testa, quasi interamente Made in Italy, grazie all’offerta di una platea di 40 milioni di galline ovaiole presenti in 14.400 allevamenti italiani secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

Le uova di gallina hanno oggi un sistema di etichettatura obbligatorio che consente di distinguere tra l’altro la provenienza e il metodo di allevamento con un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento, la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto, seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore.