“Esperienze nel rifugio”: il progetto targato SAT

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Tutto nasce al rifugio Erterle (1.460 metri – 6 camere -24 posti letto), in località Cinque Valli, sopra Roncegno Terme, un rifugio di proprietà privata, chiuso fino al 2013, data in cui venne sistemato, riaperto e preso in gestione dalla Associazione Montagna Solidale (all’interno della quale operano alcuni satini).

L’associazione in collaborazione con 8 cooperative sociali trentine ha creato un punto di aggregazione per stage di lavoro dedicati ai pazienti del Centro di Salute Mentale di Trento. Il rifugio è però anche aperto al pubblico ed i due gestori lo conducono come un rifugio escursionistico a tutti gli effetti.

Da questa positiva esperienza è nata in SAT l’idea di un progetto per estendere il progettoad altri rifugi.

“Sono esperienze con esiti clinici importanti – ha dichiarato stamane in conferenza Stampa alla Casa della SAT, l’assessore provinciale alla salute Luca Zeni, intervenuto a sottolineare la valenza​ delle iniziative di Montagnaterapia SAT – Poter avere un partner come SAT che conduce un approccio inclusivo nei confronti del disagio mentale, attraverso uno stretto rapporto con la montagna e con la natura- ha ribadito l’assessore – ha un grande valore per la nostra comunità. Per le persone coinvolte di tratta di un salto qualitativo importantissimo per il recupero di autostima e fiducia in sè stessi e nel prossimo e l’ambiente del rifugio alpino ha il potere di amplificare queste sensazioni positive”.

La presidente di SAT Anna Facchini parlando di questa idea di stage formativi nei rifugi dedicati a persone con disagi psichici e di altro genere, ha spiegato che “dopo una prima fase sperimentale che si svolgerà durante l’estate 2018, verrà effettuato un monitoraggio. In questo modo – ha ribadito Facchini – negli anni successivi, metodi e sistemi di implementazione verranno perfezionati nel tempo”.

Di come funzionano nel dettaglio questi stage formativi ha parlato Claudio Colpo, membro di Giunta SAT e responsabile del progetto Motagnaterapia: ”Innanzi tutto occorre capire che cosa si intende con il termine Montagnaterapia. Si tratta di un originale approccio metodologico a carattere terapeutico – riabilitativo, oppure socio – educativo, finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura e alla riabilitazione di individui portatori di differenti disagi, o patologie riabilitative. Nel dettaglio di questo  singolo progetto – ha spiegato Colpo – ogni partecipante potrà essere accompagnato e seguito da un volontario, con funzioni di “ufficiale di collegamento” tra l’Ente di provenienza della persona impegnata al rifugio ed il gestore del rifugio tesso, assistendo, mediando e supportando la persona coinvolta. Lo stage avrà una formula di quattro giornate lavorative:

Nella prima giornata la salita al rifugio, l’ambientazione e illustrazioni relative alle caratteristiche del rifugio e delle attività da svolgere. Nella seconda e terza giornata: le attività lavorative per 5/6 ore giornaliere. In quarta giornata: attività lavorative, chiusura dello stage e ritorno a valle. Al termine di ogni singolo stage formativo il soggetto interessato sarà ricompensato per il lavoro svolto con una retribuzione determinata e pagata direttamente dalla SAT Sede Centrale assolvendo il gestore da ogni e qualsiasi obbligo finanziario, o da altri eventuali obblighi e incombenze.

All’incontro odierno hanno partecipato i componenti della Cooperativa Sociale Gruppo 78 i quali hanno apprezzato in particolar modo l’elasticità prevista dal progetto, la quale permetterà alle coop sociali di accordarsi con il gestore del rifugio secondo esigenze specifiche esigenze.

Sara Foradori, ufficiale di collegamento in SAT con tutta la rete nazionale che riguarda le iniziative di Montagnaterapia ha riferito della grande attenzione che SAT ha riscosso per lo stato di avanzamento di questi progetti “In SAT lavoriamo ormai da molti anni su questo fronte, mentre a livello nazionale stanno partendo ora i primi esperimenti, sempre ad opera di associazioni del territorio. Fuori dal Trentino e dell’ Alto Adige (dove abbiamo un paio di associazione che ci seguono) non esiste un ente di supporto come SAT – dichiara – e l’organizzazione soprattutto della parte burocratica e finanziaria risulta molto più difficile.”.

Di seguito i rifugi che hanno aderito al progetto:

Adamello/Presanella

—      Val d’Amola “G. Segantini” (m 2.373) 38086 Giustino Gestore: Bonapace Egidio – tel 0465/507357 — cell. 336.683500

—      Mandron “Citta di Trento” (m 2.449) 38088 Spiazzo Rendena

Gestore: Galazzini Davide — tel 0465.501193 — 0465.321854

—      Val di Fumo (m 1918) 38080 Daone

Gestore: Mosca Gianni — tel 0465/674525 — cell. 327.4419578

Alpi di Ledro — Valle del Sarca

—      Rifugio “N. Pernici” alla Bocca di Trat (m1600) 38066 Riva del Garda

Gestore: de Guelmi Marco — tel 0464.505090 — cell 349.3301981

—      Rifugio Stivo “P. Marchetti” (m 2012) 38062 Arco

Gestore: Bighellini Alberto – tel. cell. 349.3380173

Pasubio/Val d’Adige

—      Rifugio Alpe Pozza “V. Lancia” (m 1802) — 38068 Trambilleno Gestore: Bortoloso Paolo — tel 0464/868068 — cell. 347.1600846

—      Rifugio Altissimo “D. Chiesa” (m 2060) — 38060 Brentonico Gestore: Eleonora Orlandi — tel 0464/867130 — cell. 349.8813585