Green Blok, dentro il mondo dell’edilizia trentina ecosostenibile

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La Green Blok Sc è una cooperativa trentina che opera nel campo dell’edilizia ecosostenibile attraverso la produzione di materiali volti al risparmio energetico, con valori di termo-fono isolazione superiori persino ai parametri richiesti.

La storia della Green Blok insegna la vittoria della cooperazione tra lavoratori sull’avidità di pochi “furbetti”: essa nasce infatti in seguito alla liquidazione da parte dell’amministratore unico dell’ex-azienda in cui precedentemente lavoravano i membri dell’attuale cooperativa, della quale i beni furono messi all’asta dal Tribunale di Trento – attrezzature, automezzi ed il famoso brevetto. Fu allora che l’ex-dipendente Roberto Sester, ora presidente della Green Blok, convinse il fratello Pier Giorgio Sester, titolare della PS Sas e socio Green Blok, a comprare ciò che rimaneva dell’ex-azienda e mettere tutto a disposizione della nuova cooperativa coinvolgendo gli ex-dipendenti, i quali si sono mossi per non perdere neanche un momento tornando immediatamente al lavoro. Come l’araba Fenice che risorge dalle proprie ceneri più splendida che mai.

Unico problema: l’ex-amministratore non ha mai consegnato alla nuova legittima proprietaria ciò che le spetta di diritto, continuando a produrre i materiali edilizi ecosostenibili illegittimamente spacciandoli come propri, e continuando a spostarsi di città in città per sfuggire alla Legge. Tuttavia è notizia di circa una settimana fa che il “furbastro” è stato finalmente rintracciato in un Comune vicino a Bergamo, così come ciò di cui s’era appropriato indebitamente – e per cui era stato denunciato dai fratelli Sester. Ora la Procura di Trento dovrà verificare l’effettiva proprietà dei beni – che si sa essere senza ombra di dubbio della PS Sas, tuttavia è necessario seguire l’iter giudiziario italiano.

Sperando che questa storia possa risolversi per il meglio e che la Giustizia faccia il suo corso, è interessante addentrarsi nel mondo di questa piccola impresa cooperativa che persegue l’obbiettivo di un mercato edilizio più green ed ecosostenibile.

green blok
Ambiente di lavoro alla Green Blok.

Innanzi tutto, perché una cooperativa? Come spiega Roberto Sester, “la scelta che abbiamo fatto è stata una scelta di cooperativa perché era importante coinvolgere questi ragazzi e fare in modo che si sentissero parte viva nella nuova attività”. E l’organizzazione rispetto alla vecchia azienda? “E’ cambiata in questo senso: stanno tutti assieme partecipando in maniera diretta aiutandosi l’un l’altro”: insomma, tutti parte di un unico progetto, di una “grande famiglia”. Non per nulla si nota questa forte tendenza all’unità collettiva già solo nella gestione dell’ambiente di lavoro: a differenza dei classici uffici aziendali divisi in scomparti personali, la Green Blok opera in una stanza di 70 mq aperta, cosicché tutti possano lavorare l’uno al fianco dell’altro aiutandosi vicendevolmente e comunicando con grande serenità: “Lapertura di questi uffici con le scrivanie posizionate in maniera ben precisa implica che noi possiamo vivere nella stessa maniera, anche con tutti i problemi: ci si parla, ci si sente, si comunica, in modo di rendere vivi e partecipi tutti quanti”, sottolinea il presidente Roberto Sester.

Per quanto riguarda invece la comunicazione esterna, la Green Blok è essenzialmente nuova sul mercato, nascendo ufficialmente un anno e mezzo fa, per cui agisce come meglio può coi mezzi a sua disposizione per farsi conoscere e pubblicizzare il proprio nome – siti internet, mailing list e recall.

Certamente non mancano lavori e contatti per questa giovanissima cooperativa green, soprattutto in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia ed Emilia-Romagna, “zone – racconta Roberto Sester – nell’Italia del centro-nord molto sensibili al green”. Infatti la Green Blok sembra avere maggiori difficoltà ad affermarsi nel Nord-est, in Trentino ed in Veneto, dove la cultura dell’ecosostenibile non è tanto diffusa. “Un sistema come il nostro potrebbe anche sconfiggere la crisi. Però c’è ancora poca cultura in questo mondo, in cui vado ad investire un po’ di più in un momento per recuperare a livello di risparmio energetico, forniture e benessere”, afferma il presidente Roberto Sester. Inoltre, come commenta il fratello Pier Giorgio, il mondo dell’edilizia “è un mondo tradizionale: più o meno negli ultimi 10-15 anni non credo che ci sia stata tutta questa grande evoluzione, in realtà. Cioè, se leggiamo i giornali ci sembra che ci sia stata una grande spinta verso il green, ma non è ancora così. Per cui proporsi con determinati prodotti non è stato semplicissimo e non è semplicissimo”.

Seppur in Italia la Green Blok si stia ancora conquistando il suo spazio con fatica, all’estero è già riuscita a farsi un nome: non per nulla ha avuto già grossi contatti in Cina, nella regione dello Sichuan. “E’ stata fatta un’analisi totale del prodotto, ed hanno rilevato una qualità nettamente superiore a quella che attualmente loro hanno, nonché superiore anche alle norme medesime dettate dal governo cinese, il quale in questo periodo ha dato ordine un po’ a tutte le zone di importare da noi il sistema di risparmio energetico. Noi abbiamo una qualità Made in Italy, ed è per quello che sono molto interessati a noi e stanno cercando di farci andare lì”, evidenzia Roberto Sester, che aggiunge in merito: “E’ un percorso avviato, da qualche mese ci stiamo lavorando, abbiamo già un certo numero di contatti in Cina, così come loro sono venuti qua”.

Il fratello Pier Giorgio Sester entra nel dettaglio dei progetti ed obbiettivi della Green Blok: Non tanto esportare, ma andare a produrre all’estero, quindi portare conoscenza: la logica che vediamo noi è mantenere la ricerca e lo sviluppo qua per il brevetto e per delle migliorie, e poi non esportare ma produrre e vendere in loco, perché è un mercato che sta incominciando a svilupparsi anche con attenzione al proprio mercato interno”.

In conclusione, c’è ancora molta strada da percorrere per questa piccola cooperativa green, ma significativi risultati sono già ben visibili, anche grazie alla dedizione, alla passione ed alla professionalità di ogni singolo membro messosi in gioco.

di Giuseppe Comper

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