L’ ARMONIA DISTRUTTA DA FUKUSHIMA

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Dopo 3 anni dal tragico evento che macchiò la coscienza del governo giapponese non sembra che la situazione si sia normalizzata del tutto: il livello di radiazioni presente nelle zone limitrofe, come nella città di Koriyama, è comunque di poco superiore alla media nazionale difatti è proibito trovarsi presso determinati luoghi .

La percentuale di tumori ,anche se non sembra particolarmente allarmante, rimane elevata rispetto alla media nazionale(da 2 su un milione  a 75 su 254.000,numero ben più alto). Il problema riguarda il fatto che ci vorranno anni affinché il livello di radiazioni possa in maniera decisiva abbassarsi e i suoi effetti non farsi sentire.  Queste infatti influiscono in maniera tossica alquanto determinante sull’ ambiente circostante poiché , una volta  che è avvenuta la contaminazione,  solo il tempo farà in modo che si riducano.

Il problema maggiore, però, è soprattutto , nel lungo termine , di tipo psicologico: i giapponesi sono(erano) famosi per la loro disciplina e fiducia nei confronti del governo eppure oggi si mostrano molto più scettici rispetto allo stesso.

Ora l’ armonia è stata distrutta e  ,andando in  Giappone, si percepisce l’ angosciosa atmosfera che permea le zone vicine il disastro e la stessa città di Tokyo la quale vive nella continua minaccia di un altro disastro e nella paura che il governo abbia mentito sui dati ,negando l’ effettiva influenza delle radiazioni nel territorio del sol levante pur di portare la calma presso la popolazione.

Purtroppo, però , le notizie brutte non si fermano a ciò: il turismo difatti ebbe ,come era prevedibile , un freno  che , aggiunto alla crisi portata dal disastro , portò in quell’ anno una crisi che si riversò sul Pil giapponese che andò in contrazione(-3,1%) a seguito anche ai problemi energetici e all’ aumento delle bollette causato da questi.

Benché oggi la disoccupazione sia in discesa e il Pil in salita grazie alla grande politica portata avanti da Abe(la famosa Abecomics), le ferite sia economiche che psicologiche rimangono profonde: l’ economia ha solo velato, nascosto dietro una pacifica atmosfera il clima sempre più depressivo nel quale riversa il Giappone.  A ciò si aggiunga la tensione tra Cina e Giappone che chiama in suo aiuto gli USA: sembra che , di questo passo , il pacifico Giappone  potrà trasformarsi in un paese in cui tali tensioni possano esplodere e quei pacifici e sorridenti Giapponesi, come siamo soliti immaginarli , potranno far molto di più di ciò che accadde durante  le proteste che 3 anni fa misero in subbuglio Tokyo

Clemente Maurizio

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