LA LAV PREOCCUPATA PER IL DESTINO DEI CUCCIOLI DI DANIZA

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Cuccioli di Daniza a rischio sopravvivenza: cresce la preoccupazione da parte della LAV per la sorte dei due orfani dell’orsa Daniza, uccisa a settembre dopo il via libera alla cattura ordinata dalla Provincia a seguito di una presunta aggressione a un cercatore di funghi che si sarebbe avvicinato, in modo a dir poco avventato, al rifugio dei piccoli.
Rivolgiamo un nuovo appello alla Provincia di Trento: “Sollecitiamo la Provincia a fornire realistiche rassicurazioni sulla sorte degli orsi e un impegno concreto a garantire la loro cura anche in futuro. Da quando il cucciolo ha perso il radiocollare, il monitoraggio è solo visivo e con foto-trappole, con cinque aggiornamenti – talvolta parziali come l’ultimo del 13 novembre – in ben due mesi e mezzo”.

“Non sono affatto rassicuranti le otto pagine di documentazione che costituiscono le ‘Linee guida per la gestione dei cuccioli’ redatte dalla Provincia di Trento: benché siano state scritte con il supporto di ISPRA, che è l’Autorità scientifica italiana in materia di conservazione e gestione della fauna selvatica, ed in contatto con il Corpo Forestale dello Stato; questo documento discusso con esperti europei sull’orso bruno che hanno analizzato le Linee guida relative alla gestione di cuccioli d’orso, basate sulla letteratura internazionale più aggiornata, conclude in modo a dir poco sconcertante che: “La probabilità che entrambi i cuccioli di Daniza superino l’inverno prossimo si può stimare attorno al 50%”.

“Questo significa che gli orfani di Daniza possono sopravvivere o non sopravvivere, questo dicono gli scienziati! Ne più ne meno come tirare a sorte con una monetina: la probabilità che vada bene o male è la stessa! Ma la LAV chiede alla Provincia di Trento meno vaghezza e l’impegno a prendersi cura di questi animali in maniera attiva. La LAV non farà calare il sipario dell’oblio sulla sorte dei cuccioli e chiede che la Procura della Repubblica si avvalga di tutte le inchieste realizzate sull’uccisione della madre, sia dei Corpi di Polizia che dei veterinari”.

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