L’Italia è piena di monossido diidrogeno. Può uccidere?

Da tempo la società avverte i consumatori dei pericoli che s’insidiano sulle tavole all’ora di pranzo. Dall’olio di palma al glutine, dal lattosio alle uova contaminate, dalla mucca pazza al coniglio strabico, potenzialmente bisognerebbe smettere di nutrirsi.

L’ultimo allarme viene lanciato dai chimici: nella maggior parte dei nostri alimenti si nasconderebbe una sostanza, detta Monossido di Diidrogeno (DHMO), che sarebbe “un composto chimico incolore, inodore, insapore. Si muove nella nostra vita come un killer invisibile, ed è corresponsabile della morte di migliaia di esseri umani ogni anno“.

Sembrerebbe che moltissime aziende scarichino questa sostanza nei fiumi e negli oceanitotalmente indisturbate e tutelate dalla legge. Ogni anno, denuncia la Dihydrogen Monoxide Research Division, l’ecosistema diviene più fragile per colpa dell’uomo.

I rischi sarebbero numerosi: si parla di morte dovuta ad inalazione accidentale di DHMO, anche in piccole quantità, nonché di gravi danni ai tessuti biologici a causa di esposizioni prolungate a DHMO allo stato solido. L’ingerimento di quantità eccessive produrrebbe una serie di effetti sgradevoli, anche se tipicamente non mortali, visto che è anche uno dei componenti principali delle piogge acide. Il DHMO allo stato gassoso può causare ustioni anche gravi contribuisce in modo significativo all’erosione del suolo.

Inoltre, il DHMO può corrodere ed ossidare diversi metallie può causare in determinati casi anche dei corto-circuiti se componenti elettronici e circuiti elettrici ne vengono contaminati. Persino i freni delle automobili esposti al DHMO perdono gran parte della loro efficienza!

Come se non bastasse, il DHMO è sistematicamente rilevabile nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni. Il DHMO è spesso anche associato con i “cicloni killer”, sia negli Stati Uniti che in altri Paesi. Se fosse messo al bando si risolverebbero grandi tragedie, dai cicloni alle piogge torrenziali, visto che variazioni termiche di sistemi ad alto contenuto di DHMO contribuiscano in modo significativo anche all’effetto meteorologico “El Niño”. Infine, viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare.

Una vera e propria sostanza mortale, si potrebbe dire. Eppure, sebbene sia duro credere dopo questa carrellata che non sia così, si può affermare che la mancanza di DHMO sia molto più pericolosa della sua presenza, visto che il DHMO non è altro che…

…un modo per definire l’acqua!

Per questo motivo, si invitano i gentili lettori a riderci su – e a lavarsi, per non far morire il proprio vicino, seppur con parsimonia per non sprecarla. E si invitano inoltre a riflettere su come tante volte il web riesce a far circolare bufale in tutta tranquillità, motivo per il quale si dovrebbero sempre consultare bene le fonti.

Per più esempi di come la burla abbia circolato negli anni, si rimanda alla pagina Wikipedia: qui!

Silvia Vazzana

Informazioni su Silvia Vazzana 30 Articoli
È nata nel 1997 a Reggio Calabria, ma da sempre vive a Trento. Iscritta al primo anno di Studi Storici e Filologico-Letterari (carriera tipo Lettere Moderne), fin da piccola ha amato la letteratura italiana ed ha provato ad emularla. Credente. Il suo blog di scrittura creativa è Compagna di Viaggio (https://compagnadiviaggio.blogspot.it/), con l’obiettivo di aprire gli occhi anche sulla narrativa, attraverso risate e riflessioni. Si prende poco sul serio.