PIANURA PADANA : ARRIVANO LE POLVERI ULTRAFINI

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Polveri sottili e sottilissime oramai sono parole che ogni abitante della Pianura Padana ha sentito ripetere svariate volte nel corso del tempo : è da anni infatti che questa zona d’Italia lotta contro le famose Pm10 e Pm2,5 che provocano le domeniche a piedi e il blocco del traffico in molte città del Nord. Ad aggravare questa situazione che si ripete ogni inverno, sono arrivate le polveri ultrafini, con dimensioni cento volte minori alle polveri sottili e che non possono essere combattute con le targhe alterne e gli stop del traffico. A rivelare tutto ciò è stata una lunga ricerca del Laboratorio energia e ambiente di Piacenza ( LEAP ) e del centro di ricerche del Politecnico di Milano, chiamata UPUPA ( Ultrafine Particles in Urban Piacenza Area ) che per tre anni ha monitorato, tramite postazioni fisse nelle città e nelle periferie e tramite rilevamenti in movimento, la pericolosità delle “ Ultrafine Particles”.

La Pianura Padana dopo essere stata incoronata la zona più inquinata d’Europa secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia comunitaria, si ritrova dunque a combattere contro questo nuovo insidioso nemico: queste minuscole particelle, oltre ad incidere notevolmente sull’inquinamento sono anche fortemente connesse a patologie cardiovascolari e polmonari. Il direttore delle ricerche e docente d’inquinamento atmosferico del Politecnico di Milano, Michele Giugliano spiega : “Grazie alla nanotecnologia ora abbiamo a disposizione dei dati anche sulle componenti nanoparticellari delle polveri e sulla loro concentrazione nei vari ambienti. Si tratta della stagione peggiore, non solo per il traffico,le emissioni industriali e l’inquinamento ulteriore prodotto dai sistemi di riscaldamento, ma anche perché le polveri ultrafini si trasformano nell’atmosfera,ad esempio con la condensa. Queste particelle piccolissime, potrebbero riuscire a bypassare anche il sistema di protezione degli alveoli, avendo più possibilità di penetrare nei polmoni rispetto a quelle sottili”.

Un aggravante di questo problema è che nessuna normativa tiene in considerazione le polveri ultrafini, ed è quindi impossibile combatterle per il momento. Michele Giugliano aggiunge : “È praticamente inutile prendere misure su aree ridotte a tempo limitato. Per quello serve un impegno nazionale e lo stanziamento di importanti fondi per ripensare, in una zona così climaticamente svantaggiata, ai mezzi di trasporto, alle emissioni industriali e al sistema di teleriscaldamento”.

Bisogna quindi iniziare a pensare a delle azioni a lungo raggio per far si che la Pianura Padana non peggiori il suo stato già così fortemente provato : certificazioni dei piccoli impianti domestici alimentati a biomassa legnosa o revisioni dei limiti di velocità sulle autostrade e sulle grandi arterie che attraversano questa zona potrebbero essere un valido inizio, ma sicuramente non abbastanza per garantire la sicurezza dell’aria.

Cecilia Capurso

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