Piattaforma esplode nel Mar Caspio, Greenpeace: «Ennesima tragedia delle fonti fossili»

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«Non esistono estrazioni sicure»

Commentando quanto successo in queste ore nel Mar Caspio, dove un incendio scoppiato su una piattaforma offshore azera potrebbe aver causato la morte di diversi operai, il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, Andrea Boraschi, dichiara: «Greenpeace Italia esprime la propria preoccupazione per il disastro in corso nel Mar Caspio. Si tratta dell’ennesima tragedia dell’era delle fonti fossili a riprova, qualora ve ne fosse stato bisogno, che le piattaforme petrolifere e a gas non sono strutture intrinsecamente sicure. Possono esplodere, prendere fuoco, cedere, collassare».

«Per questo riteniamo che sia scandaloso che in Italia, dove il governo intende moltiplicare la presenza di queste strutture in mare, questo tipo di incidenti non sia neppure contemplato nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale. Con ciò, Greenpeace smentisce sin d’ora ogni dichiarazione del governo italiano sul presunto rigore delle procedure autorizzative vigenti nel nostro Paese», conclude Boraschi.

[Photocredit www.corriere.it]

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