A RJUKAN ARRIVANO TRE GRANDI SPECCHI PER CATTURARE IL SOLE

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Rjukan è una piccola cittadina, sita a 80 chilometri a nord di Oslo in Norvegia, e da poco tempo a questa parte può usufruire della luce solare anche durante i mesi invernali. Questo piccolo centro abitato è stato costruito tra il 1906 e il 1915, grazie all’idea di Sam Eyde,  imprenditore e fondatore de la Hydro.

 Il sogno di Eyde era di poter fornire più luce a questa comunità, che a causa della sua posizione all’interno di una valle, riceve pochissima luce durante tutto l’anno. L’imprenditore pensò quindi a posizionare degli specchi sulla cima delle montagne adiacenti, ma a causa delle tecnologie del tempo, non riuscì a veder realizzato il suo progetto.

Nel 2005, Martin Andersen, ha riunito tecnici, comitati cittadini, sponsor e amministratori locali per presentare il piano : un computer sofisticato  posizionato sulla cima della montagna, a 450 metri d’altezza, e collegato a tre grandi specchi che catturano i raggi solari, ingabbiandoli e dirigendoli nei mesi bui nel centro di Rjukan.

La piccola comunità norvegese, è ben felice di questo nuovo progetto, dato che nei mesi estivi venivano colpiti dal sole almeno durante le ore diurne, ma d’inverno, l’ombra pervadeva completamente la vallata, creando una sottospecie di “notte “ della durata di sei mesi.

Il nuovo impianto, inaugurato il 30 ottobre di quest’anno, è completamente alimentato dal sole naturale, ed è un capolavoro tecnologico che non ha eguali. Inoltre gli specchi sono diventata la nuova attrazione del paese, ricordato fino ad ora per il grande coraggio dimostrato durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di sabotare Hitler nel costruire la bomba atomica nei pressi di Rjukan , dove era sorto l’impianto di produzione di acqua pesante.

La città dei “ Grandi Specchi” è candidata, grazie anche ai nuovi progetti di tecnologia verde, a entrare a far parte ufficialmente nella lista dei siti dell’Unesco, e la sua candidatura sarà formalizzata nel 2015.

Cecilia Capurso

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