Inchiesta antimafia all’Aquaspace di Rovereto: sigillato il depuratore

"Stamane scopriamo dalla stampa che la Direzione Distrettuale Antimafia ha posto i sigilli sul depuratore: evidentemente la Procura ha un'opinione che si discosta da quella della Provincia".

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Già nel 2016 con due diverse interrogazioni, e prima ancora a novembre 2015, il Movimento 5 Stelle ritenne opportuno sensibilizzare la cittadinanza sulla questione Aquaspace e presunti rischi per la tutela dell’ambiente.

Con queste parole è intervenuto, attraverso una nota stampa, il Cons. del M5S Filippo Degasperi, proseguendo: “le segnalazioni in merito alle procedure messe in atto dal depuratore per lo smaltimento dei rifiuti liquidi pericolosi e non, prodotti dalle aziende della zona industriale di Rovereto, erano fin troppo concordanti: si dovevano effettuare solo le verifiche”.

I controlli a sorpresa, – si continua a leggere nella nota a firma del Consigliere – puntualmente svolti nel 2015 da APPA e poi secretati, rivelavano irregolarità in tre casi su quattro, per una percentuale equivalente al 75%, perciò molto elevata, che si discostava in modo netto dalla stessa percentuale del 40% di irregolarità riscontrate sul totale dei controlli. L’assessore competente tuttavia, in una risposta surreale, tranquillizzava affermando che “l’elevata percentuale di ispezioni in cui sono state riscontrate irregolarità non costituisce di per sé alcun campanello di allarme”.

Stamane – conclude – scopriamo dalla stampa che la Direzione Distrettuale Antimafia ha posto i sigilli sul depuratore: evidentemente la Procura ha un’opinione che si discosta da quella della Provincia. Oppure il pubblico ministero ha una diversa concezione del significato del termine inquinamento”.