25 APRILE A TRENTO: ABUSO DELLA STORIA E ODIO REPRESSO

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Era la fine della II Guerra Mondiale quando il 25 Aprile 1945 la radio diede notizia di un’Italia uscita dal conflitto, una terra nuova, che doveva muovere i primi passi per dare vita a una grande nazione. Domani ricade l’anniversario di quel giorno, che ha dato inizio a un nuovo periodo storico per l’Italia: il periodo della ricostruzione e successivamente della democrazia.

Ora nel 2014 non si può che esprimere preoccupazione nel vedere che c’è ancora una parte di giovani che si ripropone di disgregare il tessuto sociale inneggiando a valori che sono ormai storicamente superati, ragazzi che vivono in modo ostile la libertà di esprimersi creando e insinuando l’onda del conflitto e dell’odio, con sempre più determinazione, nei giorni che dovrebbero essere tuttalpiù deputati al riposo.

Per questo chi ha a cuore la modernità della crescita e del libero pensiero non può che essere distante da messaggi inneggianti alla violenza e all’asocialità. Messaggi come quelli che compaiono in questi giorni in Trentino, per dare appuntamento il 25 Aprile per un ipotetico corteo pomeridiano a Trento, in piazza Santa Maria Maggiore, che ipotizza, quasi auspica, un ritorno al 1945. Tra faide e bombardamenti?

Parliamo di una manifestazione dove si prende una chiara posizione di chiusura, chiedendo la distanza/astinenza della stampa, colpevole di fare cosa, di riportare un messaggio di violenza? Giammai, per questo nell’incomprensibilità di questa manifestazione che non trova una spiegazione storica, dando materialità a un nemico invisibile, resta un punto di domanda sul quale è difficile dare risposta.

Dove si è sbagliato in questi anni in Trentino? Forse la scuola, le istituzioni, la società, che hanno abbandonato i giovani a tal punto di lasciarli sommergere dall’odio, tanto da lasciar maturare un pensiero così lontano dalla realtà e distorto? C’è ancora molto da fare fintanto che il primo pensiero del 25 Aprile, per le giovani generazioni, volge alla disgregazione sociale. Questi giovani così distanti dalla realtà quotidiana, dove li abbiamo persi? Quando sono stati lasciati a se stessi, a tal punto di essere diventati ostili alla società?

In occasione dell’Anniversario del 25 Aprile, al contrario, si coglie l’occasione per suggerire un libro che si intitola: “Trento 1940-1945. I testimoni raccontano” scritto da una giornalista, Nadia Mariz, che racconta la città durante la guerra attraverso oltre 50 interviste, che parlano dei fatti accaduti a Trento nella Seconda guerra mondiale.

 

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