M5S-Alde: E Beppe Grillo si alleò con Mario Monti

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Ed è notizia di poche ore fa quella che vede il passaggio degli eurodeputati del M5S all’Alde, “l’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa”, con a capo il belga Guy Verhofstadt.

Con il 78,5% dei votanti, pari a 31.914 degli iscritti sul blog del leader dei cinque stelle Beppe Grillo, il risultato è stato netto: il passaggio dall’EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy, insieme agli inglesi di Ukip e altre delegazioni minori) all’Alde è ora ufficiale. Un fatto che ha suscitato immediate polemiche tra coloro i quali sostenevano le dichiarazioni di Grillo fino a non molto tempo fa: dichiarazioni ora in netta contraddizione.

Perché se è vero che Grillo si dichiarava contro Monti, ora l’ex comico genovese sembra andarci a braccetto, in nome di un euro come moneta attorno a cui costruire un sistema in grado di assorbire gli shock economici, delle “libertà civili” e di un’unione europea che crei “opportunità senza confini” da garantire con “una migliore protezione del mercato comune“, di una convinta visione europeista evidenziata dal ruolo fondamentale che le Istituzioni di Bruxelles devono avere come contrappeso democratico”. Alla faccia delle visioni discordanti degli stessi verso l’euro, l’Europa e Bruxelles. Che fine hanno fatto i famigerati pentastellati “euroscettici”, sembrano chiedersi in molti?

Che fine ha fatto quel Grillo che accusava Monti e l’Europa, quello che non le mandava certo a dire al “professorone abbracciato spesso alla Merkel e a Hollande come a due salvagenti personali”? Che ne è stato del Grillo che definiva Monti come “un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui è diretto responsabile”, “un non eletto da nessuno”, in grado di fare gli interessi dell’Europa, tanto da creare un apposito hashtag #tornaacasamonti sulla sua pagina social Twitter?

Forse sarà che a tornare a casa a mani vuote ora sarebbero stati i pentastellati, i quali senza un nuovo gruppo europarlamentare avrebbero perso la bellezza di 40 mila euro l’anno (derivanti da una buona parte dei «fondi 400» destinati ai gruppi)? Perchè è risaputo che dopo la “Brexit” e il referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, le frizioni tra l’Ukip e il Movimento Cinque Stelle si erano fatte sempre più intense.

D’altronde dopo le prime trattative nel mese di giugno proprio con l’ex Premier Mario Monti (con Scelta civica già schierata con Alde) ora appare evidente come il passaggio ai liberali non sia un’idea sconnessa, ma del tutto chiara: una mossa strategica apparentemente necessaria e forse opportunistica. Quest’ultime motivazioni, ipotetiche o meno, non lasciano tuttavia spazio agli immediati scontri e alle critiche interne ed esterne al Movimento, che ora rischia grosso.

“Ogni matrimonio ha un interesse”, come si suol dire, ma ora chi avrà ancora voglia di votare Grillo e i Cinque Stelle? Forse serviranno risposte più chiare e trasparenti da parte del leader grillino. Perché a volerci vedere chiaro sono in molti. E il tempo di chi criticava gli interessi altrui è forse arrivato al termine. 

di Giuseppe Papalia