Dopo l’ultima provocazione di Kim gli Usa minacciano il conflitto

"Non puntiamo al totale annientamento della Corea del Nord ma abbiamo molte opzioni militari per farlo"

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Kim Jong-un vuole dimostrare che le sanzioni non lo piegano e continua a provocare. Ma dal canto suo, secondo quanto riportato stamane da diversi media internazionali, la Casa Bianca non ci sta e risponde al dittatore Nord Coreano. 

“Non puntiamo al totale annientamento della Corea del Nord ma abbiamo molte opzioni militari per farlo”, avrebbe affermato stamane James Mattisil, il ministro della Difesa americano. D’altronde – come riportato da AGI – lo stesso Trump aveva minacciato di rispondere con “fuoco e fiamme” contro la Corea del Nord il 9 agosto scorso dopo che l’intelligence USA aveva rivelato che Pyongyang era riuscita a miniaturizzare un ordigno atomico al punto da riuscire a inserirlo in un missile balistico intercontinentale (Icbm).

Una minaccia che oggi sembra essersi concretizzata, dopo il sesto test nucleare condotto ieri mattina dalla Corea del Nord con una bomba all’idrogeno.

E così, mentre Cina e Russia – impegnate ieri nel vertice a Xiamen – sembrano essere intenzionate a denuclearizzate la Corea del Nord, gli Usa sembrano non voler cedere alle provocazioni, ribadendo le loro possibilità militari in un ipotetico scontro armato.

“Dagli Usa pertanto verrà una risposta “militare massiccia” in presenza di minacce concrete da parte della Corea del Nord nei confronti degli Stati Uniti o dei suoi alleati”. Lo ha detto il ministro della Difesa, James Mattis che è intervenuto sul caso.

Così, mentre fonti di stampa sudcoreana ravvisano nuovi segnali per ulteriori lanci di missili, Washington pensa ad opzioni estreme. 

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