Tornano gli sbarchi, aumentano gli scontri. Minniti ha fallito

Scontri a Roma per un alloggio popolare assegnato a una famiglia straniera mentre aumenta l’emergenza abitativa per gli italiani. Scontri nel Lazio per le aggressioni dei Rom. Scontri in Puglia dove il governo Pd ha tollerato la creazione di una baraccopoli per stranieri e dove aumenta l’intolleranza nei confronti degli italiani. Ma il grande inviato della Busiarda, il quotidiano torinese passato sotto il controllo di De Benedetti, spiega che la rabbia dei pugliesi è frutto anche della mancanza di lavoro perché le attività nei campi sono riservate agli stranieri, così bravi e disponibili da accettare 3,50 euro all’ ora mentre quegli esosi degli italiani pretenderebbero persino un contratto  e un salario decente.

La fine dell’invasione si è rivelata un sogno di mezza estate. Gli sbarchi sono ripresi e hanno scelto nuove rotte. La conoscenza della geopolitica si è rivelata un fattore vincente, di competitività per l’invasione. Ci si indirizza verso la Sardegna nella consapevolezza della passività del presidente della Regione e di alcuni sindaci. Persino il presidente del consiglio regionale del Piemonte, il piddino Laus, si è accorto che la sinistra pare ormai aver avviato una guerra contro gli italiani più poveri e più deboli e a favore della tolleranza assoluta nei confronti dei migranti, onesti e disonesti. Poi, però, sugli schermi televisivi arriva “Provaci ancora prof ” che si trasforma nell’inno all’invasione.

Tutti bravi, buoni e coraggiosi i migranti dello sceneggiato. Aiutati, ovviamente, dall’ex operaio comunista che studia per migliorarsi e che rimpiange la resistenza. E pazienza se in questa melassa fastidiosa si racconta che Alessandro Manzoni è un autore del Novecento come Carducci. Gli  autori del programma devono fare propaganda all’invasione, mica alla cultura italiana. E hanno ragione loro. Quando il centro destra è andato al governo e ha avuto a disposizione la Rai, per non parlare di Mediaset, non ha prodotto sceneggiati con idee di fondo differenti. Non ha lanciato autori e conduttori. Gli errori si pagano, ma a pagarli sono gli italiani, non i politici incapaci e gli intellettuali di riferimento.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 344 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".