Scontri a Roma per un alloggio popolare assegnato a una famiglia straniera mentre aumenta l’emergenza abitativa per gli italiani. Scontri nel Lazio per le aggressioni dei Rom. Scontri in Puglia dove il governo Pd ha tollerato la creazione di una baraccopoli per stranieri e dove aumenta l’intolleranza nei confronti degli italiani. Ma il grande inviato della Busiarda, il quotidiano torinese passato sotto il controllo di De Benedetti, spiega che la rabbia dei pugliesi è frutto anche della mancanza di lavoro perché le attività nei campi sono riservate agli stranieri, così bravi e disponibili da accettare 3,50 euro all’ ora mentre quegli esosi degli italiani pretenderebbero persino un contratto  e un salario decente.

La fine dell’invasione si è rivelata un sogno di mezza estate. Gli sbarchi sono ripresi e hanno scelto nuove rotte. La conoscenza della geopolitica si è rivelata un fattore vincente, di competitività per l’invasione. Ci si indirizza verso la Sardegna nella consapevolezza della passività del presidente della Regione e di alcuni sindaci. Persino il presidente del consiglio regionale del Piemonte, il piddino Laus, si è accorto che la sinistra pare ormai aver avviato una guerra contro gli italiani più poveri e più deboli e a favore della tolleranza assoluta nei confronti dei migranti, onesti e disonesti. Poi, però, sugli schermi televisivi arriva “Provaci ancora prof ” che si trasforma nell’inno all’invasione.

Tutti bravi, buoni e coraggiosi i migranti dello sceneggiato. Aiutati, ovviamente, dall’ex operaio comunista che studia per migliorarsi e che rimpiange la resistenza. E pazienza se in questa melassa fastidiosa si racconta che Alessandro Manzoni è un autore del Novecento come Carducci. Gli  autori del programma devono fare propaganda all’invasione, mica alla cultura italiana. E hanno ragione loro. Quando il centro destra è andato al governo e ha avuto a disposizione la Rai, per non parlare di Mediaset, non ha prodotto sceneggiati con idee di fondo differenti. Non ha lanciato autori e conduttori. Gli errori si pagano, ma a pagarli sono gli italiani, non i politici incapaci e gli intellettuali di riferimento.

Augusto Grandi