Prof nel registro degli indagati: aveva criticato la religione islamica

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E’ oramai nota la vicenda che, nel lontano 31 maggio del 2017, ha coinvolto il professore Pietro Marinelli, docente di diritto all’Istituto tecnico Falcone-Righi di Corsico (Milano), sospeso dall’incarico e indagato per aver fatto una domanda sul Ramadan a una studentessa.

Il professore, che non aveva neppure avuto la possibilità di difendersi – così come da lui denunciato – ha dovuto dimostrare di essere in grado di fare il lavoro che ha svolto per tutta la vita e oggi, a distanza di diverso tempo, è voluto tornare sulla questione con un post sul suo profilo social Facebook.

“Cari amici, stamattina sono riuscito finalmente ad andare in Tribunale e così ho saputo che sono stato iscritto nel registro degli indagati a norma dell’art. 1 della legge 1993 n. 205: (Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi) per “fatti criminosi” avvenuti il 31 maggio 2017″.

“Ciò significa – prosegue nel post – che la preside Maria Vittoria Amantea mi ha denunciato alla procura della Repubblica per quelle frasi critiche sull’islam, non verificate peraltro, non essendo mai avvenuto un contraddittorio e non avendole lei stessa mai sentite, poiché non era presente nella classe 5A Rim il 31 maggio 2017 alle quinta ora di lezione”.

“Ma queste – precisa il docente – sono questioni giuridiche che non sono considerate rilevanti da chi deve sostenere a spada tratta l’islamizzazione della nostra società e quindi osteggiare in ogni modo la critica all’islam come religione”. 

Era il 31 maggio quando Marinelli entrava in una quinta per far lezione (in programma c’era una relazione sullo Stato Islamico), e da allora i problemi giudiziari e scolastici, per il professore non sono ancora cessati.

 

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