Nuova protesta presso il centro di accoglienza di Marco di Rovereto in Trentino, dove in queste ore è in corso una protesta ad opera dei richiedenti asilo presenti presso la struttura.

Il centro presente a Marco di Rovereto in Trentino è da tempo oggetto di dibattito. Nella scorsa primavera la Provincia Autonoma di Trento aveva affermato che “Chi parla di ‘condizioni disumane’ al Campo della Protezione Civile di Marco di Rovereto non sa quello che dice e attraverso tale comportamento irresponsabile alimenta un clima di tensione che danneggia – e offende – in primo luogo chi ogni giorno garantisce con dedizione una dignitosa accoglienza ai richiedenti asilo accolti in Trentino.”

Così l’assessore provinciale alla Salute e Politiche sociali, Luca Zeni, era intervenuto a seguito di quanto riportato in questi giorni da alcuni organi di stampa riguardo la presunta inadeguatezza sul piano igienico-strutturale del Campo dove trova sistemazione parte dei profughi accolti in Trentino.
“Entrando nello specifico – aveva aggiunto Pierluigi La Spada, responsabile del Cinformi – nessuno, compresi gli operatori di più lunga permanenza al Campo, ha mai visto topi nell’area della struttura e nessuno ha mai segnalato un ‘rischio malattie’ legato alle condizioni alloggiative. Ogni criticità viene prontamente risolta dalla Provincia.”

Due casi di tubercolosi erano stati riscontrati ad inizio 201 al campo profughi di Marco di Rovereto. A renderlo noto è l’assessore Luca Zeni in risposta ad un’interrogazione del consigliere provinciale leghista Maurizio Fugatti. “Il pericolo di contagio è inesistente, aveva proseguito Zeni: in Trentino ci sono una trentina di casi all’anno nella popolazione generale e la tubercolosi è una malattia che si cura”