Una folla straripante per Matteo Salvini in Trentino

Una sala straripante con più di 500 persone, e con gente che non è potuta entrare, ha accolto Matteo Salvini in Trentino. I due incontri, uno avvenuto a Pergine e l’altro a Rovereto, si sono contraddistinti da un’ampia partecipazione della cittadinanza che si è presentata per ascoltare le proposte del leader della Lega per la Provincia Autonoma di Trento. Presenti anche i maggiori vertici locali, candidati protagonisti nei vari collegi della Provincia.

Certamente non si può negare lo svolgimento di una piccola manifestazione da parte degli antagonisti, ma la situazione è comunque stata tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine.

Il leader della Lega Nord è tornato ad occuparsi del tema della immigrazione. A Pergine Salvini ha respinto l’accusa di fomentare l’odio, “chi lo sostiene conosce solo il filippino che gli porta il caffè”. “Non possiamo paragonare – ha proseguito – il trentino che andava a fare l’arrotino in Sudamerica con chi spaccia droga a Trento”. Il leader del Carroccio si è anche occupato della candidatura di Maria Elena Boschi in Alto Adige. “Pensavo di trovarla ad Arezzo, ma l’hanno mandata a Bolzano”, ha detto.

A livello locale Matteo Salvini, da sempre particolarmente legato al territorio provinciale, ha promesso ai presenti la creazione di un “Ministero della montagna per tutelare il Trentino”, un ministero voluto per migliorare una gestione delle risorse che sino ad oggi, a suo avviso, non sono state ben distribuite dal centro sinistra autonomista.