Con la Terza Repubblica nascerà la Balena gialla grillina?

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Il MoVimento 5 Stelle ha vinto le elezioni e la sua vittoria ha consacrato la nascita della Terza Repubblica. Una vittoria che è ben diversa dai risultati del 2013 e porta il MoVimento a posizionarsi quale diretto erede della Balena bianca, ovvero della Democrazia Cristiana.

I 5 Stelle senza dubbio hanno vinto per aver sedotto quella parte del Paese che ricerca condizioni sociali migliori e tale comportamento riprende quella visione della prima Democrazia Cristiana, per inteso quella di Fanfani che ha dato tanto al nostro Paese. Si dimentica troppo spesso che il Miracolo Economico italiano vi fu proprio grazie alla politica dei dirigenti democristiani degli anni quaranta e cinquanta che decisero, allora per allontanare il pericolo comunista dall’Italia, di prevedere tutta una serie di leggi che migliorarono sensibilmente la vita degli italiani. 

 

Nessuna lode nei confronti del mondo pentastellato, quanto piuttosto una valutazione obiettiva dei fatti. Nei fatti il reddito di cittadinanza non è altro che un’evoluzione di quanto previsto negli anni cinquanta e sessanta con i piani per la piccola proprietà contadina nel sud Italia, con l’edilizia popolare, la mutua e la nascita di una società dei consumi che ha sensibilmente migliorato varie zone del Paese. Conquiste sociali che lentamente oggi vengono riscoperte, ma che per decenni sono state ritenute ovvie.

Il M5S, alla pari della Democrazia cristiana, non ha i numeri per governare ed è questo il fenomeno su cui è necessaria fare una serena analisi. Il problema è che con la Terza Repubblica siamo entrati in un’ottica totalmente diversa, piu vicini alla Prima repubblica e più lontani dalla Seconda. Si devono, in questa ottica di pensiero, abbandonare certi schemi tipici del berlusconismo. Negli ultimi due decenni ci siamo abituati a uno scontro politico di stampo bipolare, scontro che costituiva un’eccezione nei confronti del sistema politico che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi 70 anni. Tale scontro a oggi è utopico: vi può essere certamente un’area tendente all’opposizione, ma tale area difficilmente avrà la possibilità di governare. Proprio questo punto è la sfida che dovrà affrontare Luigi di Maio: scegliere se diventare ora forza di governo, fermo restando che sarà costretto a garantire un miglioramento delle condizioni di vita degli italiani pena la distruzione del sogno di Casaleggio e Grillo, o rimanere costantemente quale forza di opposizione. 

La Terza repubblica ha abbandonato l’elemento leaderismo presente nella Seconda e si basa piuttosto su contenuti e comunità. Il tripolarismo, inoltre, porterà fisiologicamente alla creazione di alleanza politiche, ovvero quelli che sino a qualche anno fa venivano definiti con il termine di inciuci. Tra le due espressioni vi sono delle profonde differenze dato che l’ultimo termine si riferisce per indicare un accordo sottobanco, un compromesso riservato tra fazioni formalmente avversarie, ma che in realtà attuano, anche con mezzi e intenti poco leciti, una logica di spartizione del potere a svantaggio del popolo.

L’alleanza politica, o semplicemente la decisione di appoggiare esternamente un Partito di potere, è cosa totalmente diversa. Prende spunto dalle politiche attuate dal Movimento Sociale Italiano e dal Partito Comunista italiano che nei decenni del XX secolo hanno garantito al nostro intero Paese un certo livello di benessere che ha, però, visto come protagonista la Democrazia Cristiana.

Si è di fronte a un momento storico. Le scelte che verranno prese nelle prossime settimane, ma sopratutto nei prossimi anni, potranno portare alla definitiva consacrazione della Balena gialla: un partito laico, ma di stampo popolare.