Bolzano, i costi della Cannabis terapeutica saranno sostenuti dal Servizio sanitario provinciale

I preparati a base di cannabis terapeutica riducono il dolore, aumentano l’appetito, rilassano la muscolatura e trovano applicazione per malattie come la sclerosi multipla e la sindrome di Tourette.

La Giunta provinciale ha deciso ieri (27 marzo) che in questi casi ed anche per le malattie oncologiche, il glaucoma, l’HIV e la classica terapia del dolore, i costi saranno a carico del Servizio sanitario provinciale. “Come per altri tipi di medicinali l’ente pubblico si farà carico dei costi per questa terapia. Sinora le prescrizioni della Cannabis terapeutica sono state effettuate per circa 100 pazienti che sinora si sono fatti carico dell’intero costo”, ha sottolineato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher nel corso della conferenza stampa odierna.

I prodotti a base di Cannabis terapeutica potranno quindi essere prescritti da tutti i medici di medicina generale, a patto che la diagnosi e il piano terapeutico siano stati definiti da uno dei seguenti centri specialistici insediati presso gli ospedali e le strutture territoriali dell’Azienda sanitaria provinciale: reparti di neurologia, malattie infettive, oncologia, medicina interna, oculistica, servizio per le cure palliative, ambulatorio per la terapia del dolore, servizio di medicina complementare.

Il principio attivo della cannabis terapeutica viene coltivato e prodotto presso l’Azienda chimico-farmaceutica dell’Esercito, che ha sede a Firenze. La quantità prodotta corrisponde al fabbisogno comunicato, entro il 31 maggio di ogni anno, dalle Regioni e dalle Province autonome all’Ufficio centrale per le dipendenze del Ministero della salute.

In Alto Adige il fabbisogno per il 2018 è stimato in circa 10 kg: 1 chilogrammo viene prodotto a Firenze, il resto proviene in primo luogo da Olanda e Canada. Il costo stimato a carico del Servizio sanitario provinciale ammonta a circa 250.000 euro

“Alleviare il dolore è da sempre compito della medicina – spiega l’assessora Martha Stocker – e caratterizza ogni società umana. I pazienti hanno il diritto di non soffrire inutilmente laddove ciò è evitabile, e in quest’ambito dobbiamo aprirci a nuovi percorsi nella terapia del dolore”.

La delibera approvata dalla Giunta specifica inoltre che un piano terapeutico può durare al massimo 6 mesi e che una prescrizione non può coprire più del fabbisogno mensile. “In fin dei conti la Cannabis è e resta una droga” afferma l’assessora, riferendosi ad un possibile abuso nell’utilizzo dei prodotti. Ad eccezione della terapia del dolore per la preparazione dei prodotti a base di Cannabis è prevista una compartecipazione di un euro per ogni ricetta.

La preparazione della sostanza attiva non può avvenire né in maniera standardizzata né multipla, i farmacisti devono preparare il medicinale, che può essere somministrato oltre che nella classica forma in polvere anche sotto forma di olio o di capsule, con dosaggio individuale per ogni paziente.

Il medicinale viene erogato attraverso le farmacie, ad eccezione dei pazienti affetti da HIV e di coloro che risiedono al di fuori del territorio provinciale i quali ritirano il medicinale direttamente attraverso le farmacie ospedaliere. Il medico, ogni qual volta effettua la prescrizione, deve rilevare i dati del paziente: età, dosaggio, fabbisogno di trattamento e risultati del trattamento stesso vengono comunicati, con procedura anonima, all’Istituto superiore di sanità.

Analogamente devono essere comunicati i sospetti effetti collaterali. La base giuridica della delibera approvata oggi dalla Giunta provinciale è rappresentata dalla legge nazionale del 16 ottobre 2017, che prevede l’assunzione dei costi della Cannabis terapeutica da parte del Sistema sanitario.