Rauti: “Le donne non sono abbastanza informate sulle conseguenze dell’aborto”

Isabella Rauti, intervenendo ieri mattina alla conferenza stampa “Per la salute delle donne. Le gravi conseguenze dell’aborto sul piano fisico e psichico” organizzata da ProVita onlus e che si è svolta ieri mattina presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, ha affermato:

“In Italia c’è molta propaganda abortiva ma manca purtroppo un’attenta informazione sulle morti da aborto e sui possibili rischi ed i danni psichici e fisici legati all’interruzione volontaria di gravidanza, come ad esempio la depressione, i disturbi post-traumatici da stress, le infezioni o le emorragie. E se a 40 anni dall’entrata in vigore della legge 194 le interruzioni di gravidanza sono calate, i dati vanno contestualizzati con il calo demografico generale ed i cosiddetti “aborti invisibili”, legati al ricorso sempre più diffuso alle pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo. C’è un grande lavoro da fare per informare le donne sui rischi e sui danni dell’aborto e sull’esistenza di una legge che consente a chi partorisce in strutture pubbliche di lasciare in adozione il neonato. Difendere la vita nascente è e sarà sempre l’impegno di Fratelli d’Italia”.

La conferenza stampa era stata organizzata su iniziativa del senatore Simone Pillon, che ha introdotto e moderato l’incontro, subito commentando l’incresciosa censura della gigantografia di ProVita da parte del Comune di Roma: «Siamo stati favoriti dalla pubblicità fatta da quel gesto di violazione della libertà di espressione. Altri manifesti di ben altro contenuto vengono tollerati mentre quelli per la vita vengono censurati».

Sono intervenuti anche il senatore Massimiliano Romeo che ha ribadito: «Il mio impegno politico andrà nella direzione del sostegno della vita. Purtroppo, oggi i figli sono visti non come un dono ma come un limite per la propria personalità. Bisogna passare dalla cultura dell’io alla cultura del noi». Per il senatore Emanuele Pellegrini, «non si può restare in silenzio dopo la censura del manifesto di ProVita, che è espressione legittima e doverosa di un pensiero in difesa della vita». Toni Brandi, presidente di ProVita, è intervenuto commentando: «Trovo allucinante che in un Paese dove si parla costantemente di consenso informato e di autodeterminazione non si informino le donne. Se si prende il più innocuo farmaco, c’è il bugiardino che informa su tutto, ma se una donna vuole abortire non c’è alcuna informazione sulle conseguenze fisiche e psichiche».

Ultimata la raccolta delle firme, ProVita le presenterà al nuovo ministro della Salute «affinché garantisca che le donne vengano informate delle conseguenze dell’aborto volontario sulla loro salute fisica e psichica». È solo una delle tante iniziative che la onlus intende promuovere in difesa delle donne, della vita e dei bambini. Dopo la vergognosa rimozione del maxi manifesto a Roma, che scuoteva le coscienze ricordando che l’interruzione volontaria della gravidanza sopprime un essere vivente (non un grumo di cellule), l’immagine di quel bambino a 11 settimane (diventata virale sui social), sta facendo il giro di tutta Italia. Lo vogliono Comuni, scuole, associazioni, singoli cittadini. Una protesta che si moltiplica da più parti contro l’abuso di potere esercitato dall’amministrazione Raggi.

Sabato 14 aprile, a Roma ci sarà un sit in simbolico di attivisti romani di ProVita «per chiedere la libertà di espressione». Avrà luogo dalle 12 alle 13 in piazza Madonna di Loreto perché il Campidoglio non ha concesso l’autorizzazione alla protesta silenziosa, nemmeno nella piazzetta dell’Ara Coeli antistante la scalinata.